Cuneo nervoso, espulsi e squalificati il panzer Gissi e Castellana
Rientrerà in panchina Scazzola, il tecnico che ha scontato 2 turni e che senza 23 punti di penalità avrebbe portato i biancorossi in decima posizione a 47 punti
LUCCA. Il Cuneo non segna più. Due gol fatti e ben 8 subiti nelle ultime cinque partite di campionato. Paradossalmente dal momento in cui il vecchio presidente Marco Rosso ha pagato stipendi e contributi arretrati e i biancorossi del Piemonte hanno riavuto i punti legati alla recidiva (8). Allo spareggio, con il vantaggio di ottenere la salvezza in caso di parità sia all’andata che al ritorno, il Cuneo di mister Cristiano Scazzola dovrà fare in meno sabato 18 maggio in gara 1 della punta centrale argentina, Kevin Gissi, 27 anni, un perticone di 1,90 capace di farsi valere sulle spizzate e sui cross dal fondo e del difensore laterale esterno destro Alessandro Castellana. Entrambi sono stati espulsi durante la partita disputata al Fratelli Paschiero contro la Pro Patria, vera mina vagante dei prossimi playoff. Gissi, subentrato nella ripresa, è stato espulso in campo, Castellana, che era in panchina, a fine partita. Segno che un certo nervosismo - peraltro comprensibile vista la stagione difficile del club piemontese - inizia ad affiorare. Di contro il tecnico ex Siena e Casertana potrà tornare a sedersi in panchina. Gli è stato abbonato un turno dei 3 di squalifica inflitti dal giudice sportivo (contro Carrarese e Pro Patria era stato sostituito dal suo secondo, Lepore). Inutile dire che i 12 giorni che separano le due squadre dalla sfida capitano al momento giusto per ricaricare le pile e far respirare i giocatori.
LA PALLA AD OBBEDIO
Obbedio sabato pomeriggio era arrivato in sala stampa accompagnato da Simone Greselin (che si appoggiava alle stampelle dopo il grave infortunio a perone e tibia). «Ho fatto venire Simone perché rappresenta quello che la Lucchese ha fatto da settembre a oggi, rispecchia la stagione. Un gruppo di giocatori senza aver dietro una società ha fatto di tutto anche rischiando di farsi male, come è successo a Simone che, per ironia della sorte, è l'unico del gruppo ad avere un biennale. Ho le lacrime agli occhi, sono veramente orgoglioso di questa squadra. L'Arezzo lo scorso anno non aveva tutti i punti di penalizzazione che abbiamo avuto noi e disponeva di una super squadra da terzo-quarto posto. Quest'anno siamo rimasti in 17 - 18 giocatori, si è fatto un capolavoro ad arrivare alla fine e avere ancora una speranza. Il Cuneo? Mi verrebbe una battuta: mi piacerebbe gli ridassero 5 punti così lo spareggio lo fa qualcun altro (il riferimento è all’Albissola e al ds Mussi, ma siamo pronti a scommettere con il buon Antonio che non sarà così, ndr). Il momento chiave della stagione? Tutto è partito il 28 dicembre, giorno della conferenza stampa. Da lì si è creato qualcosa di unico: qualche giorno prima a Pontedera i tifosi si erano lamentati della prestazione e dopo le cose si sono capovolte perché i nostri sostenitori hanno riconosciuto il senso di appartenenza di questi ragazzi. L'unica nota stonata riguarda il Pontedera: avrebbe strameritato i playoff, sanno fare calcio». —
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