Sicurezza
La Lucchese non finisce mai Pontedera dice addio ai playoff
Rossoneri vincono e sono nei playout: affronteranno il Cuneo per proseguire la marcia verso la salvezza sul campo
Per la Lucchese - parafrasando un vecchio film di James Bond - il domani non muore mai. Perché, in barba alla decisione di martedì sulla restituzione di 2 punti al Cuneo, i rossoneri battono sul campo il Pontedera acquisendo di diritto l’accesso ai playout e negando ai granata, che lo avrebbero meritato, la possibilità di disputare la post season. Commenti e aggettivi sono ormai terminati per definire questo manipolo di calciatori che - pur non percependo un centesimo da 5 mesi e nonostante difficoltà di ogni genere compresa la penalizzazione di 25 punti - è riuscito nell’impresa di arrivare a giocarsi la salvezza (quella sul campo, perchè il destino dell’As Lucchese Libertas 1905 appare segnato nelle aule del tribunale fallimentare) ai playout. Una sfida nella sfida con il tandem Favarin-Langella in cerca di rivincita dopo l’esperienza della scorsa stagione con il Gavorrano mandato in D nello spareggio salvezza proprio con il Cuneo che avrà il vantaggio del fattore campo (con due pari vanno avanti e sfidano la vincente tra Paganese e Bisceglie).
L’EPISODIO
Un derby deciso da un episodio. Un calcio di rigore assegnato dall’ottimo arbitro De Santis di Lecce per un fallo dell’ingenuo Masetti sul rientrante Zanini (la sua assenza si era sentita a Chiavari con l’Albissola) e realizzato dal figlio d’arte Mattia Lombardo, emblema e trascinatore silenzioso di questa Lucchese da highlander. E una vittoria di misura, fotocopia di quella della passata stagione al Porta Elisa, suggellata dalle parate di Wladimiro Falcone, forse il miglior portiere della C grazie agli insegnamenti di Enzo Maurizio Biato, che ha vinto il suo duello personale con Pinzauti, l’attaccante scovato in D con due euro dal dg Giovannini e che si appresta a spiccare il volo verso la cadetteria.
RITMI LENTI
Un successo che, nei primi 45 minuti, pareva essere un’autentica chimera. Perché nello spelacchiato terreno di gioco dove le righe del campo si vedono a mala pena l’undici mandato in campo da mister Favarin appare bloccato. Lanci lunghi, palloni in orizzontale con Bortolussi a venire incontro alla sfera, zero fantasia. Insomma una squadra lenta, prevedibile, macchinosa e, a tratti, pure impaurita senza un leader in campo in grado di prendere in mano i compagni nei momenti delicati della gara. Il Pontedera appare più tonico e crea l’occasione migliore di tutta la partita: Pinzauti riceve palla, si gira e calcia di prima intenzione trovando l’opposizione dell’ottimo Falcone. La Lucchese? Non pervenuta e Biggeri in assoluto relax.
NIENTE PARI E PATTA
Visto l’andazzo e con il Cuneo che non passa in casa con la Pro Patria il pareggio pare essere la soluzione migliore. In fondo con un punto la Lucchese va ai playout e il Pontedera ai playoff. Ma i rossoneri non ci stanno. Temono il ricorso dei piemontesi e vogliono essere certi di acciuffare la coda degli spareggi. Il gentile regalo ospite mette le ali ai piedi dei padroni di casa che trascinati da 700 tifosi reggono la reazione confusionaria dei granata. E a 6’ dal termine è ancora Falcone a strappare applausi e la palma del migliori con un doppio intervento a distanza ravvicinata su conclusioni di Ropolo e del solito Pinzauti. Alla fine a far festa è solo la Lucchese. Basterà oppure l’impresa rischia di essere fine a se stessa? —
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