Il Tirreno

Lucca

IL FUTURO ROSSONERO 

Ceniccola è sicuro di scongiurare il crac con un progetto legato ai fondi europei

Luca Tronchetti Nicola Nucci
 Ceniccola è sicuro di scongiurare il crac con un progetto legato ai fondi europei

Il consulente di Castelli ed ex guardialinee amico di Moggi  «Puntiamo al concordato: ripianeremo i debiti tributari»

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LUCCA. Lo avevamo già scritto e non ci stupisce quanto afferma Enrico Ceniccola, commercialista-consulente dell’ex odontotecnico romano Aldo Castelli (98% delle quote della Lucchese), nonchè guardialinee di serie A ai tempi di Luciano Moggi nonché amico dell’«ex» padrone del calcio italiano e delle «strane» designazioni arbitrali. «Un professionista famoso a livello nazionale e internazionale sta seguendo l’iter in vista dell’udienza pre fallimentare del 14 maggio». Un avvocato-politico o un politico-avvocato o comunque un consulente di grido basterà a convincere i giudici del tribunale fallimentare dopo l’istanza presentata dalla procura e le indagini delle fiamme gialle? Ceniccola parla di un progetto innovativo e originale (a noi risulta che, ad oggi, non vi siano innovazioni sul piano procedurale e l’ultima resta il concordato preventivo in bianco). «Vogliamo evitare il fallimento. - dice - E la strada è quella del concordato attraverso un progetto legato all’innovazione tecnologiche per reperire fondi europei. A giorni sarà pronto. Soldi che sarebbe riversati nella Lucchese per ripianare i debiti tributari. Lo hanno già fatto due club professionistici, uno in serie C che sta lottando per la B». Ma come saranno trovati i soldi per il concordato preventivo? «È chiaro che andremo davanti al giudice con un progetto credibile e fattibile che stiamo valutando in questi giorni. Cosa succederà in caso di retrocessione? L’eventuale concordato sarà presentato ugualmente - dice l'ex guardalinee - ma come ho detto stiamo valutando la fattibilità dell’operazione. Una cosa è certa: non sarà Castelli a tirare fuori i soldi». In questa operazione a detta di Ceniccola non ci sarebbe dietro l’ex socio Arnaldo Moriconi. «L’abbiamo sentito solo per la fideiussione e ci ha detto che è deciso ad andare avanti con il ricorso alla Camera di Conciliazione del Coni e anche oltre (Tar del Lazio). Aspettiamo le motivazioni della sentenza, ma siamo convinti, come lui, che la fideiussione sia buona. Il parere della Co.Vi.So.C. suffragato dalla Caf è assurdo». Intanto per abbattere la massa debitoria i legali della triade romana hanno «presentato domanda di rottamazione del debito al fisco». E hanno presentato pure un’altra richiesta in tribunale che, al momento, resta top secret. Il futuro societario, da qualunque parte lo si voglia leggere, resta come minimo nebuloso. Ma su una cosa siamo certi: i giudici non si spaventeranno certo di fronte a un professionista affermato. Servono garanzie reali: in un parola soldi. Perché le chiacchiere stanno a zero. Se ci fosse stata maggior accortezza e minor presunzione un piano concordatario avrebbe dovuto essere presentato al massimo tra febbraio e marzo come fecero ad Arezzo con l’arrivo di La Cava. Adesso è tardi, tremendamente tardi. —

Luca Tronchetti

Nicola Nucci

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