Il Tirreno

Lucca

IL FUTURO ROSSONERO 

Lucchese, l’udienza prefallimentare è il 14 maggio

Luca Tronchetti Nicola Nucci
Lucchese, l’udienza prefallimentare è il 14 maggio

Ulisse getta la spugna dopo il mancato incontro con Moriconi. Serve un miracolo per evitare crac e retrocessione in D  

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LUCCA. L’ora ics è fissata alle 13 di martedì 14 maggio. Il tribunale fallimentare (presidente Giulio Giuntoli, giudice delegato Giacomo Lucente, giudice Carmine Capozzi) deciderà sull’istanza di fallimento presentata dal procuratore Pietro Suchan nei confronti dell’As Lucchese Libertas 1905. E a quella data, con ogni probabilità, alla richiesta dell’ufficio requirente si sommeranno le istanze (attraverso decreti ingiuntivi esecutivi) del comune di Lucca e di alcuni privati che hanno già ottenuto l’esecutività di decreti presentati da oltre un mese. Non solo. Potrebbe esserci già stata una decisione o un parere del Tribunale delle Imprese di Firenze a cui si è rivolto il sindaco revisore Matteo Romani riguardo all’ipotesi di esercitare azioni di responsabilità nei confronti dei componenti degli organi amministrativi o dei dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari per i danni derivanti da inadempimenti o da fatti illeciti nei confronti della società.

Certo è che Aldo Castelli che detiene il 98% delle quote societarie, spalleggiato dall’amministratore unico Umberto Ottaviani (che accumulato un numero record di mesi di squalifica sportiva) e dal consulente-commercialista-ex guardalinee Enrico Ceniccola, tra 20 giorni non potranno chiedere al giudice un concordato preventivo in bianco sic e simpliciter. Sarà necessario allegare, oltre ad un piano concordatario serio, un congruo assegno che vada a coprire parte del debito che ormai viaggia su circa 2 milioni di euro (500mila solo per l’Erario) senza considerare eventuali debiti fuori bilancio (un bilancio che non viene stilato dalla fine del 2018). Senza questi presupposti il terzo crac negli ultimi 11 anni dell’As Lucchese Libertas 1905 è decisamente più di una previsione giornalistica.

Ma cosa replicano i protagonisti? Aldo Castelli non parla mentre Umberto Ottaviani e Enrico Cennicola sono volati Oltreoceano. Quest’ultimo ha mandato un Whatsapp nel quale giustifica la sua mancata risposta ai nostri quesiti dal fatto che si trova fuori dai confini Europei. Ottaviani invece ha fatto sapere che lui all’udienza pre fallimentare non ci sarà. «In fondo sono soltanto l’amministratore unico...». A nostro modesto avviso una ragione in più per essere presente. Anche l’ultima remotissima possibilità di acquisizione del club è naufragata. Stefano Ulisse ha gettato la spugna ed è tornato non ad Itaca, ma a Roma. Ha avvertito l’assessore allo sport, Stefano Ragghianti, e alcuni giornalisti che il suo tentativo era fallito. Moriconi non si è presentato all’appuntamento che Ulisse gli aveva chiesto e che doveva tenersi a Ponte a Moriano. E non è riuscito a parlare con Fabrizio Martinelli e Anca Moldovan, persone di fiducia del patron della Sice. Lui sarebbe entrato pagando i debiti verso l’Erario (peraltro dilazionabili) a patto che il resto fosse saldato dallo stesso Moriconi che non ci pensa nemmeno a rientrare in pista come invece ha fatto il presidente del Cuneo, Marco Rosso . «Alla luce delle non risposte avute martedì quando ho provato inutilmente ad incontrare Moriconi - dice Ulisse nel messaggio ai cronisti - ritengo terminata la mia iniziativa di provare a dare un futuro alla Lucchese. Adesso Castelli e Moriconi dovranno spiegare la compravendita del 17 dicembre e dovranno farlo all’udienza pre fallimentare». —

Luca Tronchetti

Nicola Nucci



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