Gioco
Lucchese, la Caf non restituisce gli 8 punti cresce il rischio di non disputare i playout
Con il deferimento per il mancato pagamento della maxi multa entro 20 giorni la società potrebbe essere estromessa
La Corte d’Appello Federale respinge il ricorso presentato dalla Lucchese per il riconoscimento della fideiussione Cig Pannonia presentata fuori dai termini perentori. Le motivazioni le sapremo oggi o forse ad inizio settimana. Ma la sostanza non cambia. Niente restituzione degli 8 punti con 6 punti di penalizzazione in arrivo. E soprattutto niente azzeramento della maxi multa da 350.500mila euro. Per questo mancato pagamento il procuratore federale ha già deferito il club in mano ad Aldo Castelli e a breve sarà fissata l’udienza al tribunale Federale con condanna già scontata (a meno che qualcuno paghi). A quel punto se entro due giorni non verrà presentato ricorso (ci domandiamo da chi) la Figc attiverà la procedura d’urgenza che comporta un’abbreviazione dei termini. Ergo: il processo di secondo grado, di fronte alla Caf, potrebbe tenersi nella prima settimana di maggio. Alla fine della regular season, ma prima che inizino i playout. Cosa significa? Semplice. La Lucchese potrebbe essere esclusa dagli spareggi salvezza. Perché se la norma non può essere retroattiva per quanto concerne il campionato discorso diverso riguarda la post season: playoff e playout. Come se questo non bastasse le nuove norme introdotte proprio mercoledì dalla Lega Pro riguardano il ripescaggio (senza oneri economici) delle formazioni virtuose retrocesse a discapito di quelle (Lucchese e Cuneo) che non hanno ottemperato ai pagamenti di stipendi e contributi oppure hanno una fideiussione ritenuta non conforme.
IL COMUNICATO FIGC
Oggettivamente ci aspettavamo che, proprio per la regolarità del campionato (anche se sulla professionalità e le doti morali dei ragazzi in maglia rossonera Il Tirreno non ha mai avuto il minimo dubbio), la sentenza fosse comunicata nella mattinata odierna. Invece il collegio della Caf (presidente avvocato Borgogno, componente il professor Mauro Sferrazza e segretario il dottor Antonio Metitieri) in tarda serata ha comunicato le sue decisioni: respinto il ricorso presentato dall’avvocato della Lucchese, Salvatore Civale, avverso all’inibizione per 6 mesi dell’ex amministratore unico Carlo Bini e penalizzazione di 8 punti in classifica e ammenda di 350.500 euro inflitte alla società reclamante a titolo di responsabilità diretta in relazione alla mancata sostituzione della polizza fideiussoria indispensabile per l’iscrizione al campionato 2018-19. Difficile anticipare le motivazioni anche se possiamo azzardare ad un cambiamento dei parametri Figc legati a banche, assicurazioni, finanziarie, ecc. emittenti polizze fideiussorie che, contrariamente a quanto avvenne nel 2016 per la Robur Siena, in questa stagione non comprendevano la polizza ungherese in questione. Ma, ripetiamo, si tratta solo di una dissertazione a carattere giuridico e nulla più. Resta il fatto che adesso chi vorrà acquistare la Lucchese avrà un onere in più: 350.500 euro da versare alla Figc. Il debito effettivo quindi arriva quasi a due milioni. Ammesso e non concesso che non vi siano debiti fuori bilancio. Venerdì 10 maggio all’udienza prefallimentare in tribunale serviranno argomenti concreti (soldi) per convincere i giudici a non decretare il terzo fallimento della storia della Lucchese. —
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