Sicurezza
Lucchese, Ulisse vuole un summit con Moriconi a palazzo Orsetti
Disponibile a prendere la società se il patron della Sice pagherà i debiti verso i fornitori Adesso spuntano professionisti milanesi per conto di imprenditori interessati allo stadio
LUCCA. Una telefonata all’assessore allo Sport, Stefano Ragghianti, per fissare un appuntamento dal sindaco entro giovedì. Stefano Ulisse, ex patron del Grifone Monteverde, l’imprenditore romano che avrebbe dovuto ricoprire la carica di vice-presidente della Lucchese nella gestione Grassini-Lucchesi-Ferruzzi, ha chiesto un incontro al primo cittadino per il pomeriggio del 18 aprile a Palazzo Orsetti alla presenza del patron della Sice, Arnaldo Moriconi e del socio all’1% Moreno Micheloni. Poche ore prima della sfida dei rossoneri alle 20.30 contro il Piacenza. Ulisse molto probabilmente sarà presente al Porta Elisa, magari insieme agli altri due misteriosi personaggi (uno potrebbe essere Federico Vespa, il giornalista figlio di Bruno Vespa, il cui nome era già comparso all’epoca di Grassini-Lucchesi-Ferruzzi) che fanno parte della cordata interessata a rilevare il moribondo sodalizio rossonero. E la novità è che anche Ulisse acquisirebbe quote del pacchetto di maggioranza e non si limiterebbe ad un incarico nell’organigramma societario.
«Si tratta di imprenditori importanti, come il nostro progetto di fare calcio, ma prima di tutto - sottolinea Ulisse - abbiamo chiesto al sindaco Tambellini e all’assessore Ragghianti un incontro alla presenza di Arnaldo Moriconi per fare chiarezza sulla vicenda societaria della Lucchese. Perché se ne sono dette troppe in questi giorni ed è arrivato il momento di dire le cose come sono andate. Abbiamo letto molte falsità. Aspetto per domani (oggi ndr) la conferma dal Comune». La domanda sorge spontanea: Moriconi, che in questo frangente non si è mai visto in Comune, prenderà parte all’incontro? O forse non sarebbe meglio che Ulisse si recasse nella sede della Sice per trattare direttamente con lui che a tutti continua a ripetere di non essere più lui il referente, ma che adesso sono Castelli e Ottaviani che conducono le danze. Ulisse tuttavia ribadisce la sua proposta per prendere in mano la società sulla quale aleggia lo spettro del crac dopo l’udienza pre fallimentare fissata per il 10 maggio nelle aule del tribunale di Lucca. «Le condizioni sono le stesse prospettate lo scorso 3 gennaio a Moriconi: lui si accolli i debiti non tributari, mentre noi ci faremmo carica di quelli tributari (peraltro facilmente dilazionabili), che sono 500mila euro. Se l’accordo si concretizza siamo pronti a subentrare da maggio. E mi sembra anche normale e logico che una nuova dirigenza sia libera di scegliere un proprio staff dirigenziale e tecnico. I tempi però sono stretti, pertanto abbiamo chiesto un incontro per questa settimana, visto che ci sono le festività pasquali e la festa del 25 aprile. E nel frattempo abbiamo letto di un’udienza pre fallimentare». Ma non c’è solo Ulisse. Adesso sono spuntati professionisti milanesi che, per conto di alcuni imprenditori del Nord, sono disponibili a farsi carico della Lucchese in cambio di una possibilità futura di poter ristrutturare lo stadio o altre opere edilizie. Strano: adesso che siamo ai titoli di coda c’è la fila per comprare la Lucchese. Ma una cosa non si è ancora vista: i soldi. Quelli veri. Almeno 1,6 milioni (perché da dicembre ad aprile non ci sono scritture contabili a testimoniare il passivo) necessari per salvare la vecchia Pantera dal terzo crac della storia. —
Nicola Nucci
Luca Tronchetti
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