La protesta
Romano disposto ad entrare in caso di una nuova società
Intanto il consulente Ceniccola boccia la proposta d’acquisto di quote di Ulisse
LUCCA. Il caos è servito. Con un elenco di personaggi che usano la Lucchese come una passerella. Parlano, litigano, si lanciano frecciate, fanno proclami e tornano sui loro passi, dicono una cosa e il giorno dopo la smentiscono. Un’autentica commedia dell’arte che francamente non ci entusiasma per niente e che non promette nulla di buono. Alle parole si deve lasciar spazio ai fatti. E ad oggi quando si parla di mettere sul piatto i soldi (servono minimo 1,6 milioni per coprire il deficit senza considerare eventuali debiti fuori bilancio) tutti fanno tre passi indietro. L’elenco dei personaggi che si sono avvicinati al club cittadino è sterminato. Ma entro un mese l’As Lucchese Libertas 1905 rischia di chiudere i battenti per la terza volta in 11 anni. Un poco invidiabile record che ad oggi detengono Cosenza e Gela. Il decreto ingiuntivo presentato dal Comune (96mila euro) è ormai vicino all’esecutività. E anche altri decreti sono in dirittura d’arrivo. La giustizia sportiva a questo punto diventa scarsamente rilevante di fronte a quella penale e all’ipotesi di fallimento.
ROMANO C’È
Ma in caso di crac della Lucchese, l’ingegnere ciociaro Marco Augusto Romano, un passato da vice presidente del Livorno, proprietario della Tecnologia & Sicurezza Spa, azienda leader nel settore con 25 sedi e un’ottantina di franchising, è disponibile a farsi carico del club che rinascerà e con l’interessamento dell’amministrazione proverà ad iscriversi in soprannumero in serie D. Ne è certo il suo legale, l’avvocato romano De Feo: «Visto quanto è accaduto, l’udienza pre fallimentare fissata dal tribunale di Lucca, la carenza di documentazione fattaci pervenire, dobbiamo abbandonare la possibilità di rilevare già adesso la Lucchese. Tuttavia il mio assistito è seriamente intenzionato, nel caso di declaratoria fallimentare e di costituzione ex novo da parte del sindaco di una squadra rappresentativa della città, a diventarne proprietario e iscrivere la squadra in D. L’obiettivo è duplice: un campionato per cercare di risalire subito nei professionisti e investimenti sul settore giovanile. L’imprenditoria lucchese? Ci farebbe piacere se qualcuno aderisse. Ma a noi interessa che lo facciano soltanto quando saranno sicuri della bontà del nostro operato».
ULISSE E LA LUCCHESe
Stefano Ulisse, già patron del Grifone Monteverde e per pochi giorni vice-presidente sotto la gestione Grassini, è l’unico ad aver fatto un’offerta alla troika Castelli-Ottaviani-Ceniccola. Ma per il consulente ed ex guardialinee di serie A, la proposta è irricevibile: «Ci ha trasmesso una proposta inaccettabile. - dice Ceniccola - Chiede a Castelli di farsi carico lui oppure Moriconi dei debiti non tributari e del pagamento degli stipendi sino a giugno. Castelli cede la società ad 1 euro e deve anche pagare i debiti?» Ma i motivi sono anche altri. «Ulisse chiede a Catelli o a Moriconi di mettere come condizione il licenziamento del ds Antonio Obbedio e della segretaria Marcella Ghilardi prima del passaggio societario. E infine chiede una prelazione per lo sponsor principale a favore del gruppo Moriconi. Condizioni inaccettabili.
Ulisse porterebbe un grosso sponsor? A noi non risulta. Altre trattative? L'avvocato De Feo, per conto del gruppo Romano, non ci ha trasmesso l'accettazione per la riservatezza dei dati contabili. Ad oggi non c’è nessuna offerta e stiamo cercando una soluzione che eviti il fallimento». —
Luca Tronchetti
Nicola Nucci
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