Il dolore
Lucchese, bye bye Nuccilli Nessuna novità per Ulisse
Mentre si avvicina la data della sentenza sulla fideiussione Cig Pannonia crescono i debiti della società e il rischio di fallimento appare più concreto
LUCCA. Era nell’aria, ma adesso è ufficiale. Alessandro Nuccilli, imprenditore edile e titolare della TecnoEdil 2000 si tira fuori. Non acquisterà più la Lucchese come aveva annunciato ai quattro venti con tanto di precontratto pronto a firmare e incontro a palazzo Orsetti con il sindaco Alessandro Tambellini e l’assessore allo sport, Stefano Ragghianti. Ieri mattina ha inviato un sms ai cronisti: «Sono il dottor Nuccilli Alessandro volevo solo dirle che il sottoscritto non è più interessato al club e avendo la forza oggi per poter sistemare tutto si tira indietro perché ci sono personaggi che prima di parlare dovrebbero lavarsi la bocca. Buon lavoro a lei e a tutta Lucca». Quindi dopo Foligno, Pavia e Akragas - con tentativi falliti a Siena (si era presentato con un altro nome) e Monza e un incarico per due mesi di dg a Matera - lo «sfortunato» Nuccilli non approderà in Lucchesia. Ce ne faremo una ragione, con buona pace di tutti. E anche l’altro imprenditore - assai chiacchierato, ma con solidi rapporti d’affari in Bulgaria con Arnaldo Moriconi - sembra ormai allontanarsi dall’idea di diventare il socio di maggioranza del club rossonero. Pietro Belardelli infatti - al di là delle molteplici telefonate al nostro quotidiano per manifestare ancora il suo interesse - concretamente non si è mosso. E più passa il tempo e più è meno convinto ad investire un euro nella Lucchese. Soprattutto in virtù dei recenti deferimenti. C’è poi l’addio (o l’arrivederci?) di uno degli imprenditori di maggior spessore tra quelli affacciatisi nel panorama rossonero: Marco Arturo Romano, in passato vice presidente del Livorno, e proprietario della Tecnologia & Sicurezza Spa, azienda leader nel settore con 25 sedi e un’ottantina di franchising. Attraverso il suo legale - avvocato De Feo di Roma, il figlio del "maestro" Pietro De Feo fondatore della gloriosa «Società Sportiva Atletica Cassino» degli anni 60-70 divenuta oggi l’Asd Atletica Cassino - ha chiesto, senza ottenerli, i bilanci e la contabilità sino al 31 marzo. E poiché si tratta di una persona seria, dopo aver formulato l’offerta d’acquisto di 1 euro accollandosi i debiti pregressi sino a dicembre 2018, ha fatto due passi indietro quando si è sentito rispondere che quella cifra non era sufficiente e servivano altri soldi (20 o 40mila euro poco importa) per il disturbo. In queste condizioni e stante la situazione quindi l’ingegner Romano si tira fuori. Resta, oltre al misterioso ma ad oggi inattivo imprenditore milanese, l’opzione Stefano Ulisse. L’imprenditore romano, caldeggiato da Moreno Micheloni (socio all’1% con Anca Moldovan di Città Digitali), era già sbarcato a Lucca nell’era Grassini-Lucchesi-Ferruzzi. Si sarebbe dovuto occupare di settore giovanile visto la sua esperienza con il Grifone Monteverde che, peraltro, sul sito dedicato alla società romana di settore giovanile aveva già salutato qualificandosi come nuovo «vice presidente della Lucchese». Ad oggi però Ulisse non ha avuto un incontro con la troika Castelli-Ottaviani-Ceniccola (quest’ultimo, ex guardialinee vicino a Luciano Moggi, sostiene di essere un consulente dell’ex odontotecnico romano) e proposte scritte non ve ne sono. All’orizzonte si avvicina invece la settimana della decisione della Corte d’Appello Federale sulla validità della polizza ungherese Cig Pannonia. Ballano 8 punti e 350500 euro. Se viene riconosciuta valida la Lucchese ha qualche piccola speranza di salvarsi sul campo.
Altrimenti meglio staccare definitivamente la spina e pensare a come poter proseguire con il calcio a Lucca attraverso una società di nuova costituzione che veda promotore il sindaco e possa iscriversi in soprannumero in serie D o pagando una quota d’ingresso pari a 150mila euro oppure attraverso una fusione per incorporazione (come ha fatto il Cesena con il Romagna Centro) con il GhiviBorgo.
Sulla situazione in casa rossonera registriamo anche le dichiarazioni dell’assessore allo Sport, Stefano Ragghianti: «In questi mesi di note e tristi vicende della Lucchese – afferma – l'amministrazione ha incontrato molti soggetti e ascoltato molte ipotesi di vario genere, spesso prive di basi solide. Tuttavia non tutte sono apparse tali perché in alcuni casi abbiamo avuto di fronte interlocutori affidabili e meritevoli di considerazione (il riferimento è all’ingegner Romano, ndr). Sarebbe molto grave se l'attuale proprietà, nominale o reale, non approfondisse tutte le ipotesi e non consentisse di vagliare le proposte che, almeno sulla carta, appaiono più realistiche e che hanno alle spalle imprenditori o gruppi non discussi, imponendo addirittura condizioni inaccettabili per effettuare la cessione delle quote. Sarebbe, questa, una gravissima responsabilità che non potrebbe che portare la società o in pessime mani o direttamente in tribunale». —
Luca Tronchetti
Nicola Nucci
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