Lutto
Lucchese, una nuova penalizzazione in arrivo
Nessuno paga stipendi e contributi di gennaio e febbraio: da un minimo di 5 ad un massimo di 12 punti in meno in classifica
LUCCA. I bookmakers inglesi non quotavano il pagamento di stipendi e contributi delle mensilità di gennaio e febbraio. E, come volevasi dimostrare, nessuno ha versato un centesimo nel conto dedicato per gli emolumenti dei tesserati. Così dopo i 16 punti in meno ecco all’orizzonte altre penalizzazioni. Quelle decisive: la mazzata finale. Quanti punti? Difficile dirlo. Ci sono parametri differenti che necessitano di ulteriori approfondimenti. Diciamo che i più ottimisti stimano questa tornata del 18 marzo legata ai due mesi precedenti in 5 punti in meno (due stipendi e tre contributi in continuazione con le mensilità di novembre e dicembre) con la Lucchese che scenderebbe da 17 a 12. A cui vanno aggiunti i 2 punti degli F24 di novembre e dicembre e si scenderebbe a 10. E la recidività? Secondo alcuni giuristi di diritto sportivo la Lucchese potrebbe cavarsela, anziché con i punti in meno, con il pagamento di una multa. Già, ad avere i soldi per pagare le multe...Se invece la recidiva viene scontata in termini di punti allora si passa da 5 a 6 punti in meno (Lucchese a quota 11) a cui si aggiungono i 2 punti in meno degli F24 di fine 2018 (rossoneri a quota 9). Infine chi, ma la giurisprudenza in materia non è concorde, considera come recidiva anche il mancato pagamento di stipendi e contributi di aprile-maggio 2018 che l’allora patron Grassini non saldò ci sarebbero dai 4 ai 6 ulteriori punti in meno (Lucchese da quota 10 o 9 a quota 5o 6 nella peggiore delle ipotesi). Ma al di là di aridi numeri e normative da azzeccagarbugli, il futuro della Lucchese è appeso a un filo. Che si è già spezzato. E con il preliminare d’acquisto firmato dal signor Alessandro Nuccilli e dalla sua Sport Atlantic Srl (capitale sociale 1000 euro) in collaborazione con Angelo D'Adamo (già visto dalle, senza successo, parti d’Arezzo) diventa inutile e impraticabile ogni ipotesi di portare i libri in tribunale e chiedere la messa in liquidazione da parte del sindaco revisore Matteo Romani.
PARLA CASTELLI
I 330mila euro che servivano non li ha pagati Aldo Castelli e nemmeno Alessandro Nuccilli, che ieri nello studio dell’ex guardalinee amico di Moggi e commercialista Enrico Ceniccola ha firmato un precontratto con l’attuale detentore del 98% delle quote. Lo ha fatto per guardare i bilanci in vista di una possibile acquisizione del club. Un preliminare che non vincola il «chiacchierato» imprenditore edile romano che ha collezionato disavventure nelle sue esperienze calcistiche. Prima del 25 marzo, Nuccilli non caccerà un euro (forse pure dopo). E il 20 il presidente della Lega di C, Francesco Ghirelli, fa sapere che c’è da pagare una multa di 350 mila euro per non essere esclusi dal campionato dalla Lega di C. «Ci rivedremo venerdì o al massimo lunedì per chiudere» fa sapere al telefono Aldo Castelli. »Già dopo la conferenza stampa del 28 dicembre - dice - volevo già vendere la Lucchese e restituire le quote ad Arnaldo Moriconi. Si sono interessati sia imprenditori italiani che stranieri, ma non abbiamo trovato acquirenti che offrivano garanzie. Confermo che Nuccilli ha firmato un pre contratto. Di lui prima non ne avevo mai sentito parlare. I dettagli del preliminare? Se abbiamo pattuito un valore o un prezzo simbolico? Ci vedremo per l’accordo definitivo». taglia corto il sosia di Minà ed Beruschi. —
Luca Tronchetti
Nicola Nucci
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google