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Lucchese, ultime ore di speranza

Luca Tronchetti
Lucchese, ultime ore di speranza

Nuccilli vuole incontrare il sindaco, Micheloni telefona al primo cittadino, torna in auge Bettucci

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Sono ore frenetiche quelle che si stanno vivendo e che determineranno il futuro della Lucchese. Da una parte il nuovo proprietario Alessandro Nuccilli (si vocifera che il preliminare è pronto, ma il contratto verrà stipulato nell’ultima settimana di marzo) che ha chiamato a palazzo Orsetti perché vuole incontrare il primo cittadino per esporre il suo programma e chiedere un aiuto concreto (fossimo nel sindaco prima di metterci al tavolo vorremmo garanzie fideiussorie bancarie per somme superiori al milione), dall’altra Fabio Bettucci che, attraverso un imprenditore (Romano? De Feo?), è disponibile a rilevare una percentuale uguale o superiore al 50% con Arnaldo Moriconi quale garante dell’operazione visto che il patron della Sice, a detta di molti, potrebbe ancora impedire la cessione del 98% delle quote da Aldo Castelli al gruppo facente capo a Nuccilli coadiuvato da Massimo Ciabocchi. E in questo guazzabuglio riappare l’imprenditore Pietro Belardelli che sventola un contratto di cessione del 98% delle quote stipulato con Castelli il 28 dicembre per l’importo di un euro. In questo caos qualcuno dovrebbe entro le 18 di oggi tirar fuori circa 330mila euro di stipendi e contributi di gennaio e febbraio compresi gli F24 di novembre e dicembre per i tesserati per evitare 10-12 punti di penalizzazione che azzererebbero le speranze di salvezza sul campo. Ci chiediamo chi e perché si decida a fare questo tipo di operazione che non offre certezze per il futuro immediato.

LA CIG PANNONIA

Bettucci e l’imprenditore di riferimento sono convinti che il 28 marzo la Caf possa annullare o ridurre gli 8 punti di penalizzazione e azzerare la multa da 350mila euro. Perché la Cig Pannonia sarebbe (ma il condizionale è d’obbligo) stata riconosciuta valida e il termine perentorio (il 28 settembre 2018) per presentare la polizza sostitutiva della Finworld sarebbe stato superato dalla dichiarazioni del presidente di Lega Pro, Francesco Ghirelli, che aveva concesso un altro termine (dal 7 al 17 gennaio 2019) per sostituire la fideiussione in questione. Termine rispettato dalla Reggina che ha avuto 6 punti di penalizzazione e in secondo grado conta di ottenere un’altra riduzione. I legali della Lucchese si basano proprio su quel punto per ribaltare il giudizio del Tribunale.

IL PIANO B

Siamo di fronte ad un bivio. Per un concordato in continuità i tempi tecnici non ci sono anche perché, contrariamente al caso Arezzo, la salvezza diretta è impossibile. Oltretutto il 19 i giocatori sono svincolati e possono decidere di andarsene o restare. C’è da mettere a bilancio al multa da 350mila euro, da pagare circa 25mila euro per giocare in casa con la Pro Patria, ci sono decreti ingiuntivi che presto saranno dal giudice delle esecuzioni (115mila euro), ci sono altre trasferte e altri distacchi (energia elettrica) in arrivo. Ma c’è di peggio: se la squadra termina il campionato e retrocede in D senza una declaratoria fallimentare è prigioniera degli acquirenti (buoni o cattivi che siano) e il sindaco non può costituirne una ex novo. Sarebbe la fine del calcio a Lucca. —

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