Gioco
Lucchese, sottoscritto preliminare d’accordo i «romani» a un passo dalla cessione del club
Il passaggio a un imprenditore edile che ha già fatto calcio andrà in porto solo in caso del pagamento di stipendi e F24
È proprio il caso di dirlo: tutte le strade portano a Roma. E la Lucchese si è spostata verso la città eterna. Perché in questa storia infinita di personaggi che vivono o sono legati alla città eterna ne sono emersi a decine: dall’imprenditore Pietro Belardelli, con interessi in Bulgaria e socio in affari con Arnaldo Moriconi, agli immobiliaristi Stefano Todini e Piergiorgio Nocella con l’improbabile finanziaria Argenfin srl per proseguire con Stefano Ulisse noto nella capitale per il settore giovanile della Grifone Monteverde e continuare con il gruppo romano-milanese messo in campo dal dg Alfonso Morrone. E poi ancora il coinvolgimento, sempre smentito, dell’ex vicepresidente e direttore generale del Livorno, l’imprenditore ciociaro Marco Arturo Romano. Per finire con la cordata dei «romani» rappresentati da Aldo Castelli e Umberto Ottaviani con la consulenza dell’ex guardialinee e commercialista Enrico Ceniccola e che, attualmente, rappresenta il 98% delle quote del club acquistato ad un euro. Insomma in quest’ultimo anno e mezzo nell’acquario rossonero si sono mossi personaggi di ogni tipo. Oggi a 72 ore dalla morte celebrale della Pantera un imprenditore edile romano con esperienza in club di Lega Pro avrebbe (il condizionale è d’obbligo) trovato un accordo preliminare per acquisire a una cifra di poche decine di migliaia di euro la maggioranza delle quote dell’As Lucchese Libertas 1905 evitando quindi la messa in liquidazione del club. Una scrittura privata che verrebbe trasformata in preliminare d’acquisto soltanto lunedì pomeriggio (più probabilmente martedì mattina) se e quando l’impresario avrà staccato l’assegno per pagare 230mila euro di stipendi e contributi a calciatori e tesserati dei mesi di gennaio e febbraio.
CHI È MISTER X
Nella giornata di ieri si sono accavallate riunioni fiume con Aldo Castelli da una parte e l’imprenditore acquirente dall’altra. A fare da consulente-mediatore Enrico Ceniccola. Dopo non poche difficoltà riusciamo a contattarlo telefonicamente.
Dottor Ceniccola, ma lei non si era dimesso dalla Lucchese in data 4 febbraio? «Certo, vista l’accoglienza riservatami quando ad altri (leggi Grassini) sono stati fatti ponti d’oro. Ho constatato che non c’erano le condizioni per andare avanti nonostante i contatti che avevo con imprenditori stranieri (una società a Bratislava) che volevano portare giovane per fare calcio. Mi sono accorto che qualcuno all’interno (il riferimento è per il ds Obbedio) ha raccontato una serie di falsità sui nostri confronti. Inutile rivangare sul passato: in questo caso non opero per conto della Lucchese, ma in aiuto a persone che conosco e stimo come Castelli e Ottaviani. Sono un consulente e un commercialista e faccio da tramite per la cessione del club. C’è un possibile acquirente: un imprenditore romano del settore edile che si accollerebbe i debiti e pagherebbe gli stipendi. Ha già fatto calcio in Lega Pro. Il nome? Ne riparliamo a fine settimana. Belardelli? Non c’entra nulla. Non siamo più in buoni rapporti. Moriconi e Martinelli? Lavoro in contatto con loro che stanno cercando una soluzione». Non ci stupiremo se in questa storia comparisse un altro personaggio: l’avvocato campano Angelo Massone. Buon amico di Ceniccola capace di rappresentare cordate o singoli imprenditori (leggasi a Macerata con Fantauzzi e Macaluso e a Messina con una cordata statunitense) che possano rilevare club in situazioni economiche disperate. Ma poi siamo certi che questa cessione sia regolare? —
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