Il Tirreno

Lucca

Bomber Colacone e la doppietta che gelò l’Arena

N.N.

L’ex attaccante rossonero ora responsabile scouting del Monza “berlusconiano” 

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Amarcord

Un derby che nell’album dei ricordi è tra quelli più sfogliati: 23 dicembre 1999, a due giorni dal Natale, la Lucchese fa un bel regalo ai propri tifosi espugnando l’Arena Garibaldi per 3-1 con una doppietta di Roberto Colacone che ribalta il vantaggio di Andreotti dopo un minuto. L’attaccante rossonero, 99 presenze e 25 gol in tre anni (dal 1997 al 200), ha lasciato la sua impronta. Da tre anni fa parte del Monza “berlusconiano”, prima come responsabile scouting e come ora responsabile del settore giovanile. «Un derby emozionante - ricorda - la Lucchese era allenata da Orrico, il Pisa dal lucchese D’Arrigo, due squadre che giocavano un bel calcio. Questa sfida dà sempre grande adrenalina e sono sicuro che sarà così anche sabato. La serie C vive di queste partite, in questo calcio globale dominato dal business bisogna tornare alle radici, ai sani campanilismi e ricordo l’attesa spasmodica per questa sfida, il derby el Foro vero?».

Colacone, che ha dato l’esame a Coverciano per il patentino Uefa di allenatore, entra nel merito della gara. «Una partita da 1X2, come ogni derby tra Pisa e Lucchese. I nerazzurri sono favoriti, sono in forma e la vittoria con la capolista Pro Vercelli li ha caricati al punto giusto. La Lucchese al contrario è in grande difficoltà, ma non penso che arriverà dimessa all'Arena Garibaldi. Anzi, mi attendo una prestazione battagliera per sopperire al divario. Conosco il ds Obbedio, che è stato mia compagno di squadra in B, e il tecnico Favarin: sapranno preparare bene la gara anche sotto l'aspetto mentale. Nel derby spesso contano più i fattori emotivi che quelli tecnici. Tiferò per i rossoneri».

Colacone è al Monza con amministratore delegato Adriano Galliani, dopo il lungo e vincente sodalizio al Milan. «Sono arrivato quando c'era Colombo, figlio del presidente del Milan negli anni Ottanta e poi ora con la gestione Fininvest. Sono fortunato a lavorare in una struttura all'avanguardia».

E chissà che non possa esserci ancora un futuro rossonero, stavolta in altri vesti. «A Lucca sono ancora molto legato, ho girato tantissime squadre nella mia carriera (16 ndr) e solo alla Lucchese sono stato a lungo: tre anni bellissimi, una città stupenda che ho iniziato a frequentare con mia moglie. E poi c’è il professor Enrico Castellacci che mi ha operato. Con me al Monza c'è anche Iacopino, altro ex rossonero», dice l'ex bomber con l’hobby della chitarra e che giovanissimo nel '94 col Parma ha giocato una semifinale di ritorno di Coppa delle Coppe col Benfica. —

N.N.

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