Il Tirreno

Lucca

Lucchese, arriva il deferimento e i calciatori mettono in mora il club

Luca Tronchetti
Umberto Ottaviani, amministratore unico della Lucchese
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Umberto Ottaviani, amministratore unico della Lucchese

A 4 giorni dal derby più sentito all’Arena Garibaldi la società è allo sbando.  Il 13 marzo convocata dal sindaco revisore dimissionario l’assemblea dei soci

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LUCCA. A 4 giorni dal derby più sentito contro il Pisa all’Arena Garibaldi e a 10 turni dalla fine del torneo la Lucchese è ormai a un punto di non ritorno. Con la messa in mora dei calciatori - avvenuta martedì scorso (prima dell’arrivo della commissione consiliare al Porta Elisa) - e il deferimento (scontato) del club che porterà ad altri 4 punti di penalizzazione, le possibilità di salvezza stanno per azzerarsi. E chi pensa che un fallimento pilotato a metà marzo possa ricalcare il modello Arezzo e salvare la categoria forse non ha capito come funzionano le cose. Perché, contrariamente agli amaranto, la Lucchese era costruita per salvarsi non per conquistare uno dei primi tre posti in classifica. Quindi i 15 punti di penalizzazione accumulati dall’Arezzo nel 2017-18 furono ammortizzati (la formazione toscana conquistò la salvezza diretta) proprio in virtù di un organico con i fiocchi. Per la Lucchese i 16 punti (più i 4 che arriveranno) e il calendario complicato (solo 4 gare con formazioni alla portata: Pro Patria, Albissola, Olbia e Pontedera) mettono la squadra di Favarin nell’impossibilità di uscire dai playout e visto che il Cuneo compie imprese a ripetizione (vittoria con Arezzo e Entella) c’è il rischio di arrivare dietro ai piemontesi e retrocedere senza lo spareggio con la terz’ultima del girone B. .

DEFERIMENTO

Come una cambiale arriva puntuale il deferimento per l’amministratore unico e legale rappresentante della società, Umberto Ottaviani. «Per non aver versato, entro il termine del 18 febbraio 2019, le ritenute Irpef e i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di novembre e dicembre 2018». Due punti sicuri e 2 (quasi) per la recidiva.

MESSA IN MORA

La conferma arriva dal ds Obbedio che ieri sera era all’Arena Garibaldi ad assistere alla vittoria in rimonta dei nerazzurri con la Pro Vercelli: «Martedì scorso i giocatori, assistiti dall’Assocalciatori, - hanno fatto partire le lettere di messa in mora degli stipendi di gennaio e febbraio». Un segnale per richiamare l’attenzione di chi dirige la baracca sulla situazione allo sbando del club. Una mossa in autotutela.

LE SCADENZE

Il 18 marzo vanno pagati stipendi e contributi (circa 230mila euro) entro il 20 marzo va pagata la multa (350mila euro) ed entro il 24 servono soldi per disputare la gara interna con la Pro Patria. Va pagata l’agenzia di steward, Check Service, l’ambulanza, i vigili del fuoco, le bollette (luce e gas che già ieri rischiavano di essere staccate). Solo per il match interno con i bustocchi servono 8mila euro altrimenti non si gioca. Fallimento pilotato? Ci sono due decreti ingiuntivi per 115mila euro circa, ma non sono immediatamente esecutivi e servono quindi 40 giorni. Si arriva quindi ad aprile a 4 giornate dal termine della stagione. E c’è un altro problema: ci sono e quali sono gli imprenditori disposti a prendere un club in queste condizioni?

ASSEMBLEA DEI SOCI

Il sindaco revisore dimissionario Matteo Romani ha fissato per il 13 marzo l’assemblea dei soci che prevede l’azzeramento e la ricostituzione del capitale sociale. Se l’assemblea andrà deserta è prevista una seconda convocazione. A quel punto il cane da guardia della società dovrà salire il palazzo di Giustizia e mettere in liquidazione la Lucchese.
 

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