Italia
Sabatini sceglie l’Australia «Mi diverto e trovo lavoro»
Ex centrocampista della Lucchese da quattro anni gioca in serie B con il Perth Si mantiene facendo il fisioterapista e ha deciso di prendere la cittadinanza
Desiderio di fare nuove esperienze e di vivere un calcio diverso, meno stressante e in un territorio che vede sempre più emigranti dalla Lucchesia. Tra questi, c’è anche Niccolò Sabatini, 32 anni, ex centrocampista di fascia di Viareggio, Ghivizzano e Lucchese ed ora felice di essere al Perth Soccer Club, nella serie B australiana (National Premier League).
Il primo ad espatriare nella terra dei canguri fu Roberto Vieri, classe 1946, padre di Christian «Bobo» Vieri, attaccante estroso degli anni Settanta (Nereo Rocco di lui diceva: “El xè un genio, pecà che ‘l sia mona”) con una vena di follia. Nel 1979 a 33 anni sbarcò al Sydney Marconi, squadra di serie A con finanziatori italiani. Da allora sono passati 40 anni e sono stati quasi un centinaio i calciatori che sono finiti in Australia. Ma all’ex rossonero Sabatini non manca il calcio italiano: «Gioco insieme ad Adrian Madaschi, ex Portogruaro e nel club australiano ci sono il dirigente Gianfranco Circati, ex Cosenza e Salernitana e Igino Lazzaroni, fisioterapista già della nazionale under 20. In Australia riesco a seguire anche il calcio italiano. Vedo che in Lega Pro ci sono tante società con problemi economici ed anche qui si è diffusa la notizia del 20-0 del Cuneo sulla Pro Piacenza. Credo che questo risultato sia solo la punta dell’iceberg di una situazione che si trascina ormai da tanti, troppi anni. E la Lucchese non è esente da questi problemi: mi dispiace tantissimo, perché la passione per il club rossonero resta intatta nel tempo e stando lontani la prima cosa che si va a vedere è il risultato della vecchia Pantera».
NON SOLO CALCIO
Tralasciando per un attimo il calcio, Sabatini si sofferma sulla sua vita fuori dal campo di calcio, sulle difficoltà per ottenere il visto: «Il calcio, anche se si tratta di serie B, non è un lavoro. Per ottenere il visto e restare a lungo in Australia ho partecipato a un corso di studi biennale come remedial massage therapist, ovvero una figura di massaggiatore sportivo e specialista in riabilitazione a seguito di infortuni. Attualmente lavoro per un centro chiropratico e per Bounce Physiotherapy, lo studio fisioterapico che mi ha aiutato nell’applicazione per il visto. Prossimamente dovrebbe iniziare il progetto Perth Football Club Academy, che gestirò insieme alla stessa società e che tra l’altro offrirà la possibilità di un esperienza sportiva in Italia per i ragazzi di Perth».
Niccolò Sabatini non è l’unico lucchese a Perth: «Ero partito da solo quattro anni fa. Alessandro Barsi, Valentina Angeloni, Federico Vitelli (anche lui ex calciatore), sono solo alcuni ragazzi che dalla provincia di Lucca ancora vivono a Perth. Sinceramente è bellissimo ritrovarsi con persone con cui condivido il medesimo fantastico background, “essere Lucchesi” con tutto quello che ne comporta. Inoltre mi ritengo fortunato perché i miei genitori vengono a trovarmi ogni anno e allo stesso modo io torno in Italia ogni volta che posso». Ci sono situazioni familiari e affettive che mancano anche ad un leone del centrocampo: «Mi manca veder crescere ogni giorno mio nipote, la nostra cucina e le nostre Alpi Apuane. Da quando sono nel Paese dei canguri mi sono reso conto che a Lucca abbiamo una grande fortuna di cui pochi si rendono conto: in Australia il paesaggio è monocorde. Decisamente piatto, tutto uguale. Nella nostra bella Toscana basta mezz’ora di macchina per cambiare paesaggio e passare dal mare alla montagna alla collina». Non pesa invece lo stile di vita australiano, molto occidentale: «Hobby, attività e costumi sono molto simili ai nostri. Non manca qualche variabile: a Perth vedo che si vive molto di più la mattina che non la sera. Molti ristoranti chiudono le serrande alle 21 e le discoteche non possono andare oltre l’una di notte. Nel tempo libero la meta più gettonata è la spiaggia in qualsiasi stagione».
Programmi futuri
Sabatini non ha dubbi: «Aspetto la cittadinanza australiana che posso ottenere grazie al lavoro extracalcistico. Con il football da queste parti si mangia soltanto in serie A. In tanti dall’Italia mi cercano perché pensano di poter vivere di calcio, ma per venire in Oceania serve altro. Il calcio può rappresentare il tramite per inserirsi nella società, conoscere nuove persone ed aprirsi nuove possibilità di crescita, personali e professionali. Se poi si merita sul campo, arriva anche un buono stipendio. Ma questa non è la premessa che deve motivare qualcuno a prendere la decisione di volare lontano da casa». C’è poi l’obiettivo calcistico: «Siamo impegnati nelle Night Series, un torneo che si gioca prima dell’inizio della stagione ufficiale, che inizia il 9 marzo». Lo scorso anno Sabatini ha vinto il campionato perdendo la fase finale con il Sydney per 1-0. —
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