Sicurezza
Lucchese, nuova penalizzazione e adesso la squadra è ultima
Il tribunale federale sancisce il -8 e la multa da 350.500 euro per il ritardo sulla sostituzione della fideiussione. Non pagati gli F-24: altri 4 punti in meno
Ora serve un miracolo per salvare la Lucchese dalla D. Ieri mattina, prima di mezzogiorno, il Tribunale Federale Nazionale ha sciolto la riserva e, sostanzialmente, si è uniformato alle richieste della procura federale: 8 punti di penalizzazione in classifica per la Lucchese da scontarsi nella stagione attuale e 350mila euro di multa (più 500 euro per la recidiva). In sostanza quanto prevede la sanzione disposta dall’ex commissario straordinario Roberto Fabbricini il 30 agosto 2018 a quei club che, entro il 28 settembre, non avessero provveduto a sostituire la fideiussione Finworld. La Sezione Disciplinare della Corte ha inibito per 6 mesi l’ex amministratore delegato Carlo Bini, rappresentante del club sino al momento delle sue dimissioni nel dicembre 2018, mentre è stato prosciolto l’attuale amministratore delegato Ottaviani perché, stando al Tribunale Federale, non avendo la Lucchese presentato ricorso sulla regolarità della Finworld come gli altri 5 club coinvolti, è estraneo ai fatti. Una sentenza che fa precipitare la Lucchese a 13 punti.
IL CLUB NON PAGA GLI F24
Ma visto che le cattive notizie non arrivano mai da sole ecco che nel tardo pomeriggio giunge un’altra mazzata sul capo della derelitta Pantera. Il club ha provveduto al pagamento degli stipendi di novembre e dicembre 2018 di calciatori e tesserati (circa 150mila euro, soldi provenienti dalla federazione che si trovavano in cassa), ma non ha versato i contributi previdenziali e assistenziali (i cosiddetti F-24). Quindi ai 13 punti ne vanno tolti altri 4: uno per ogni mese di mancato versamento (2) e due per la recidiva (la Lucchese aveva saltato il pagamento di stipendi e contributi prima dell’iscrizione quando il club era in mano al terzetto Grassini-Ferruzzi-Lucchesi). Così entro fine marzo la Lucchese precipiterà a 9 punti. Gli stessi del Cuneo che ha l’aggravante di non aver pagato gli stipendi e i contributi dei mesi di settembre e ottobre (pare che la società abbia pagato i contributi di novembre e dicembre, non gli stipendi). E non finisce lì. Perché dubitiamo che alla scadenza del 16 marzo (l’ultima per quanto riguarda la stagione in corso) qualcuno paghi stipendi e contributi ai giocatori. Oltretutto il denaro non arriverà più dal minutaggio e dalla legge Melandri. Perché - non potendo, per assenza di normativa, la Figc e la Lega radiare la Lucchese - decurteranno il finanziamento sino ad una cifra di 350.500 euro.
IL RICORSO
La Lucchese, tramite il suo legale Salvatore Civale, è convinta che la decisione adottata dal Tribunale Federale Nazionale sia da riformare e vada impugnata dinanzi alla Corte Federale d'Appello (CAF). Entro pochi giorni all’organo di secondo grado verrà inviata la documentazione e a marzo si terrà il processo. «Inaspettatamente - si legge nel comunicato della Lucchese - l'organo di primo grado non ha tenuto conto degli elementi inconfutabili prodotti dalla società che ha agito in piena ottemperanza delle prescrizioni federali. In ogni caso, la sanzione comminata risulta irragionevole e non proporzionata con il contestato ritardo nella produzione documentale». —
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