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Favarin-Langella, la “coppia di fatto” Ora le redini rossonere toccano al vice

N.N.
Favarin-Langella, la “coppia di fatto” Ora le redini rossonere toccano al vice

Col Gozzano toccherà all’assistente campano sedere sulla panchina e guidare la squadra Il “tattico” pronto all’appuntamento: «Onorato di sostituire Giancarlo nelle gare ufficiali»

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LUCCA. Sono un po’ come Batman e Robin. Giancarlo Favarin è l’uomo pipistrello che con la forza e il coraggio sta riuscendo a tenere in vita una Lucchese irriducibile e battagliera. Giovanni Langella, 43 anni, campano di Nocera Inferiore, è il giovane assistente ma come nei Titani diventa anche leader.

L’occasione per lui è arrivata con la lunga squalifica di Favarin che fino al 30 giugno non potrà andare in panchina e domenica in casa col Gozzano toccherà proprio al suo storico secondo. Sarà la prima di 14 partite. Ma definirlo vice è quasi riduttivo, perché Langella è alla quinta stagione al fianco del tecnico rossonero, dopo Andria e Venezia, ma anche nelle parentesi di Pisa e a Gavorrano ed ora alla Lucchese. «Siamo una coppia di fatto», scherza il tecnico campano, un ragazzo serio, generoso e affidabile. Insostituibile nel lavoro sul campo. Langella è il tattico della squadra, quello che filma gli allenamenti e scopre i segreti degli avversari. Un braccio destro del tecnico pisano e che con lui condivide la stessa concezione del calcio e un rapporto diretto con la squadra. «Giancarlo mi ha sempre responsabilizzato, non mi sono mai sentito un secondo, con lui c'è grande sintonia: sono onorato di poterlo sostituire alla guida della squadra nelle gare ufficiali anche se mi dispiace profondamente per la squalifica. È una persona seria, un professionista esemplare. È un sanguigno, ha un grande temperamento ma l’episodio con l’Alessandria ha dato un’immagine sbagliata di lui».

Non è la prima volta che Langella prende il posto del suo mentore. «Era già successo l’anno scorso al Gavorrano a gennaio, anche se stavolta dovrò farlo fino al termine della stagione, un’esperienza importante», dice il vice allenatore che ha saltato gli ultimi due allenamenti per un’influenza. «Ma domenica ci sarò», assicura l’ex difensore cresciuto nelle giovanili del Napoli e con una discreta carriera in serie C prima di chiudere con la maglia del Città di Marino a 38 anni.

In questa situazione societaria sempre più grottesca sarebbe stato il colmo se anche Langella avesse dovuto dare forfait. L’allenatore in seconda sottolinea il grande carattere di Bortolussi e compagni. «Altre squadre forse avrebbero mollato ma hanno una tenacia e un attaccamento davvero encomiabili e il sostegno dei tifosi è una spinta ad andare avanti».

Per quanto riguarda la formazione Greselin è tornato ad allenarsi col gruppo e contende una maglia a Bernardini. Il duo Favarin-Langella sembra orientato al 4-3-1-2 con in attacco De Feo favorito su Sorrentino insieme a capitan Bortolussi e Provenzano trequartista.

Anche se non è da escludere il ritorno al 4-3-3 e in questo caso crescono e le chance di Isufaj che nella partita contro l'Alessandria ha segnato un gol. A centrocampo sono sicuri Mauri e da Zanini, in difesa Gabbia e Martinelli con Lombardo e Favale esterni difensivi. La squadra ha lavorato molto sull’aspetto atletico con ben cinque gare in 16 giorni: dopo il Gozzano la trasferta in terra sarda contro l'Arzachena, poi la sfida interna con l'Entella, il recupero di Cuneo e la sfida di Alessandria contro la Juventus 23. —

N.N.

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