Sicurezza
Lucchese, sarà il 18 febbraio la data decisiva per il club
Senza il pagamento di stipendi e contributi e con la penalizzazione di 4 punti la Lega di C metterà in atto il piano che porta all’esclusione dal campionato
Tre partite e poi chissà. Si vive giorno per giorno alla Lucchese. Come se fosse l’ultimo. Dopo il match interno con il Gozzano (domenica ore 14,30 al Porta Elisa e club ad oggi senza medico sociale e massaggiatore) ci sarà la trasferta (13 febbraio, in nave) di Arzachena. Chi la paga? La Sice di Moriconi? Perché i romani si sono ormai defilati come dimostra il disimpegno (come se ci fosse stato un impegno) dell’ex guardialinee moggiano Enrico Ceniccola. In sede ci sono la segretaria Marcella Ghilardi, il diesse Antonio Obbedio e un dg neofita come Enrico Tommasi. Il comportamento della squadra è stoico. Inutile negare l’evidenza: la situazione societaria rischia di pesare sul morale della truppa rossonera. Giancarlo Favarin e il suo vice Giovanni Langella stanno facendo di tutto per tenere unita e compatta la squadra in vista della sfida contro la matricola piemontese.
SVOLTA SOCIETARIA
Tutti sono in attesa di una svolta positiva sul versante societario. Quello che è sicuro è che Bortolussi e compagni ci metteranno tanto cuore, decisi a non mollare come hanno fatto fino ad oggi. Anche nella giornata di ieri i rossoneri si sono allenati senza l’assistenza dello staff medico che chiede chiarezza per quanto riguarda le spettanze economiche. E se il contenzioso non sarà risolto bonariamente domenica senza medico e massaggiatore in panchina la società va in conto ad una forte multa. Oltre al rischio, se qualche calciatore dovesse infortunarsi, di conseguenze di natura civile e penale. Una mancanza di rispetto e un danno all’immagine della Lucchese ormai abbondantemente compromessa. Garantire il pagamento degli stipendi dei tesserati è un dovere morale ed economico della società che intanto ha scelto la strada dello “scontro” con il presidente della Lega di C, Francesco Ghirelli, sulla questione della fideiussione. Lo abbiamo detto e ripetuto allo sfinimento. Non entriamo nel merito delle ragioni di Moriconi o di quelle della Lega. Serve solo buonsenso. Se per il capo della C la polizza fideiussoria non è buona la si cambia e poi si fa ricorso, se occorre, sino alla Corte di Giustizia Europea per far valere i propri diritti e riconoscere la validità della fideiussione con la società assicurativa ungherese. Il muro contro muro non serve a nessuno. Men che meno alla Lucchese che non è in una posizione di forza.
STIPENDI E CONTRIBUTI
Lo step adesso è lunedì 18 febbraio. Data del pagamento degli stipendi e dei contributi. Oltre 200mila euro. Chi pagherà quella somma evitando 4 punti di penalizzazione. Non certo i romani. Castelli è in ospedale, Ceniccola si è dimesso, Ottaviani firma (senza portafoglio) come amministratore unico. E allora. Ecco, se in quella circostanza la Lucchese non ottempera la mannaia della Lega Pro (unita al capo della Figc, Gravina) finirà sulla testa del club rossonero. In che modo? Probabilmente attraverso un aggravamento della norma sulla penalizzazione di 8 punti e il pagamento di 350mila euro. Come Ghirelli riportò in un’intervista rilasciata a “Il Tirreno” : «In caso di omesso pagamento entro un mese delle 350 euro di ammenda la squadra verrà esclusa dal campionato». Parole che pesano come macigni e che vanno oltre al pronunciamento del Tribunale federale del calcio. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
