Sicurezza
«Una prova di grande carattere in un campo per noi impossibile»
Il tecnico Pagliuca espulso al 20’ st tra insulti e sputi dei tifosi locali fa i complimenti alla sua squadra e ha fiducia nel futuro del club
PONSACCO. Per parlare con Guido Pagliuca occorre fare il giro della struttura e intervistarlo al di là di una grata. Nemmeno fosse un detenuto. E non ne capiamo il motivo. La partita è finita, il pubblico di Ponsacco è già defluito e non si capisce perché occorre attendere un’ora prima che il tecnico e la squadra possano uscire dallo spogliatoio. Pagliuca ha finito anzitempo la partita. Al 20’ della ripresa l’arbitro lo ha cacciato. Il motivo? Forse avrà protestato. Anche perché i tifosi locali non sono stati teneri nei suoi confronti. Insulti e sputi al di là della rete di recinzione sono stati la colonna sonora della partita. Ma lui fa spallucce e manda parole al miele per i suoi ragazzi: «Questi ragazzi sono straordinari. Oggi avevamo in campo la squadra più giovane del girone e siamo stati all’altezza di una formazione costruita per vincere il campionato. Questi ragazzi sono straordinari. Hanno ampi margini di miglioramento e crescono partita dopo partita. Avete visto la personalità sfoderata da Maccabruni? E il nostro portiere com’è cresciuto dall’esordio in campionato? Guarda, io ho vinto a Lucca, ma quella squadra non aveva i margini di crescita di questo GhiviBorgo. I giovani sanno ritagliarsi spazi importanti e si fanno trovare sempre pronti».
Certo che la squadra mandata in campo nella prima frazione con cinque over e la rinuncia a Remorini e Chianese farà discutere...
«Ho messo Presicci falso trequartista per dare maggiore fisicità. Sapevo del campo pesante: Chianese e Remorini si sarebbero trovati a mal partito. È vero, per 25 minuti abbiamo sofferto la loro forza e la loro spinta. Ma ero convinto, passata la tempesta, di poterla raddrizzare nella ripresa facendo i cambi giusti e approfittando del loro naturale calo psicofisico. Il gol di Dell’Orfanello è la fotografia del mio GhiviBorgo. Una squadra a cui piace manovrare, che attua un gioco corale che in questi terreni è impossibile da sviluppare. Adesso il nostro patron Remaschi ci troverà un campo idoneo alle nostre caratteristiche (Forte dei Marmi) dove giocare la prossima gara con il Cannara perché il Delle Terme è impraticabile. Dove possiamo arrivare? L’entusiasmo stimola la fantasia di futuro. E questi ragazzi vogliono arrivare in alto». —
L.T.
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