Il Tirreno

Lucca

SERENI A DIFESA DI FAVARIN 

«Il gesto è da condannare, ma la persona è dotata di buon senso e umanità»

«Il gesto è da condannare, ma la persona è dotata di buon senso e umanità»

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Umberto Sereni, docente universitario, storico, e grande tifoso, interviene esprimendo solidarietà a Giancarlo Favarin. «Lo faccio non certo per il gesto di domenica scorsa, assolutamente riprovevole, che lo stesso Favarin ha stigmatizzato, ma per la storia sportiva che lo ha distinto e fatto apprezzare. L’ho conosciuto negli anni della presidenza Giuliani. Favarin assunse la guida della Lucchese che portò alla vittoria per due anni di fila, restituendo alla squadra la dignità che aveva smarrito. Nell’entusiasmo e nella passione che si respiravano tra la gente anch’io cercai di fare la mia parte al grido “Forza Pera” e poi attivandomi per la mobilitazione dei tifosi con le “radunate mangerecce”. In quegli anni ebbi modo di conoscere da vicino l’allenatore Favarin che mi sembrò subito persona di grande buon senso dotata di umanità e onestà. I miei pupilli, Pera e Taddeucci, si imposero a suon di gol e Favarin li fece crescere come deve saper fare un vero allenatore: guida e attento educatore. Mi sento in dovere di difendere Favarin, vittima della sua generosità. Il carico di tensioni che sopporta da quando ha ripreso la Lucchese avrebbero schiantato un elefante. Se poi ci mettiamo la concitazione della gara con l’Alessandria, con rancori pregressi, allora si può arrivare a capire il gesto riprovevole e censurabile. La sanzione è giusta perché episodi del genere non possono essere tollerati. Anche se la Shoah invocata per l’occasione dal presidente Ghirelli c’entra come il culo con le quarantore. Per fortuna c’è una squadra ben diretta che ce la mette tutta per salvare il salvabile». —

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