Sicurezza
Lucchese, mancano regole chiare e esplicite non c’è esclusione per chi non ha fideiussione
In un Consiglio Federale di tutti contro tutti una forzatura della Lega Pro presterebbe il fianco ai ricorsi dei club radiati
La Lucchese continuerà regolarmente a giocare il suo campionato sino alla fine della stagione. Nell’odierno Consiglio Federale la spaccatura tra le varie leghe impedirà qualsiasi decisione. Difficile mettere d’accordo Mauro Balata e Francesco Ghirelli. Da una parte il presidente della Lega di B vuol ridurre a 18 i club cadetti e a 36 quelli di C attraverso una riforma complessiva che preveda soluzioni giuridiche ad hoc sia per eliminare i problemi delle società che finiscono in mano a personaggi chiacchierati sia per togliere dalle curve i pregiudicati; dall’altra il presidente della Lega di C che vorrebbe mantenere il format a 60, chiede più promozioni in B, ripescaggi dalla D e pugno di ferro con estromissione immediata dal campionato per chi non ha presentato una fideiussione ritenuta valida e nei termini.
QUALE SOLUZIONE?
Inutile girarci intorno. La C quest’anno è stata un flop totale. 69 punti di penalizzazione (e non è finita), 19 partite da recuperare (non c’è uno straccio di calendarizzazione), almeno 2 squadre (Pro Piacenza e Matera) ad un passo dal fallimento e altre 2 (Cuneo e Lucchese) a forte rischio. Ma di fronte a questo caos un provvedimento che escluda d’imperio i 4 club è possibile? E soprattutto sarebbe credibile e non presterebbe il fianco ai ricorsi federali alla Camera di Conciliazione del Coni? E poi ancora: dove sono regole esplicite che prevedono l’esclusione per chi gioca senza fideiussione? È vero o non è vero che il commissario straordinario Roberto Fabbricini, il 30 agosto scorso, stabilì per le squadre sprovviste di polizza fideiussoria una penalizzazione di 8 punti e una multa di 350mila euro senza parlare di esclusione dal campionato? Ghirelli per arginare la norma farebbe scattare la radiazione al mancato pagamento immediato dei 350mila euro che escluderebbe di fatto le società in crisi economica. Ci riuscirà?
Il guazzabuglio può essere risolto - come sostiene da tempo l’avvocato Balata - solo attraverso una riscrittura delle regole che avvenga a bocce ferme ed entri in vigore nel prossimo campionato. Il numero 1 della B starebbe già lavorando ad una sorta di tavola rotonda a cui parteciperebbero anche giuristi e magistrati in grado di studiare formule efficaci per dare quelle certezze che oggi non ci sono. Dubitiamo quindi che dall’assemblea odierna escano fuori soluzioni definitive. Anche perché ad analizzare bene le posizioni dei 4 club a rischio si notano evidenti differenze: la Pro Piacenza, che non gioca da un mese e a ha perso 3 partite a tavolino (alla quarta scatta la radiazione), può essere esclusa velocemente con le ispezioni (12 tesserati e senza stadio)perderebbe la quarta gara e verrebbe cancellata, il Matera con il -26 piomba ad un -15 senza speranza di salvezza e rimasto senza giocatori fa disputare le gare ai ragazzini della Berretti, il Cuneo non paga stipendi e contributi dall’inizio della stagione e ha sostituito la fideiussione Finword con una polizza di cui non si hanno notizie neanche in Thailandia. In questa situazione paradossale unico club ad aver pagato stipendi e contributi è la Lucchese. C’è un problema: la fideiussione. Ma da una parte c’è la denuncia per truffa di un consulente del broker incaricato nei termini di presentare la polizza Fidimed accettata dalla C e dall’altra c’è il contenzioso con Co.Vi.So.C. e Lega Pro sulla validità della polizza ungherese Cig Pannonia. Un problema che oggi non sarà risolto. E cosa dice il presidente Figc, Gabriele Gravina?: «Il Commissario Straordinario ha pubblicato una delibera nella quale fissava la penalizzazione e l’ammenda in caso di mancata sostituzione della fideiussione e il Consiglio Federale non ha la potestà di escludere società d’imperio. Ma siamo intenzionati a portare in approvazione una norma che possa accelerare il processo di esclusione, a conclusione delle procedure già attivate». Chiaro no? —
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