Il Tirreno

Lucca

Il portiere che dava del tu ai grandi campioni oggi vuol combattere il disagio sociale

Nicola Bellanova
Il portiere che dava del tu ai grandi campioni oggi vuol combattere il disagio sociale

A 13 anni dall’Aquila S. Anna passò all’Udinese in serie A e poi debuttò contro la Lazio. Nel 2002 eletto miglior portiere della C2  

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Nessuno è profeta in patria. Ma con Alessandro Testaferrata, classe 1974, residente a S. Anna, ex portiere professionista con esperienze anche in Australia (dove ha vinto scudetti e Coppe prima di Del Piero), il destino è stato beffardo. Lui, nipote di Giuseppe Tedeschi, presidente della Lucchese a metà degli anni Cinquanta, non è mai riuscito ad indossare la maglia della Lucchese. La storia di questo ragazzone di 191 centimetri, carismatico e sempre sorridente è la testimonianza di un calcio d’altri tempi fatto più di passione che di denaro. Dopo i primi calci sulle strade del quartiere, il primo impegno arriva con le giovanili dell'Aquila S. Anna, una scuola di sport e di vita. Nel 1987, però, arriva quel treno che passa una volta nella vita, che cambia l'esistenza di un ragazzino che il grande calcio lo vedeva solo in tv: «Avevo appena 13 anni e alcuni emisssari dell'Udinese vennero a Lucca per fare dei provini generali come si usava fare una volta. Andai anch’io allo stadio comunale di Porcari, carico di speranze e di sogni. Ma essere lì era tanto, una sfida con me stesso». I dirigenti bianconeri restano impressionati da quel tredicenne mingherlino e tutto riccioli. così, nel giro di pochi giorni, la svolta inaspettata: «Feci i bagagli e mi trasferii in Friuli senza pensarci due volte. – continua Alessandro Testaferrata - A casa erano divisi: mio padre Maurizio era contentissimo e credeva in questa avventura, mia mamma Gloria aveva meno certezze, ma alla fine si arrese».

LA VITA NUOVA

Comincia così una nuova vita a 500 km di distanza da casa. Una vita tutta convitto, scuola e campo. Contestualmente alla trafila da titolare in tutte le giovanili bianconere dai Giovanissimi alla Primavera, arriva anche il diploma di ragioneria ottenuto senza problemi. Poi, nel 1993, dopo una stagione da trascinatore nella conquista della Coppa Italia Primavera (primo trofeo di livello giovanile vinto dai friulani), Alessandro decide di iscrivere il suo nome negli almanacchi del calcio italiano entrando di prepotenza a contatto con quello che, all'epoca, era ancora il campionato più bello del mondo: «Ho fatto il secondo e terzo portiere nell'Udinese, in Serie A, per 5 stagioni – racconta – . Dalla panchina ho osservato i migliori campioni dell'epoca, ma ero un nano rispetto a quei giganti». Quell'anno, alla guida dei furlan c'era il duo Azeglio Vicini – Adriano Fedele, e nelle stagioni successive Spinosi e poi Zaccheroni. Un ciclo interrotto da una retrocessione in cadetteria e un pronto ritorno nella massima serie. Ma Alessandro Testaferrata era sempre lì, sempre umile ad aspettare un’occasione: «Ho avuto nella mia vita la fortuna di avere davanti a me portieri come il compianto Giuliano Giuliani con cui ero amico fraterno, Nicola Di Leo, Graziano Battistini e Caniato. Da tutti ho imparato qualcosa».

IL DEBUTTO IN A

Fino a quando Alessandro debutta in A l'11 febbraio 1996 contro la Lazio, e poi al San Nicola contro il Bari, fino ai 3 minuti al San Paolo di Napoli. Tanti amici, tanti aneddoti negli anni bianconeri: «Ho giocato con Poggi, Bierhoff, Stroppa, Branca. Tutta gente che poi si è fatta valere anche quando ha attaccato le scarpe al chiodo. Tra le cose curiose, ricordo con affetto Igor Shalimov, un russo atipico, che arrivava all'allenamento spesso “allegro” ed era vittima dei nostri scherzi. Poi il “clan dei casinisti romani” guidato da Stefano Desideri e Andrea Carnevale. Udine, per chi vuol fare calcio, è la piazza ideale». Da quello scampolo di partita al San Paolo, la carriera di Alessandro è vissuta da titolare tra la Serie C1 e C2, in piazze calde e importanti: Catania, sei mesi a Palermo (con Morgia), Battipagliese, e poi la seconda giovinezza ad Olbia. In Sardegna, le sue stagioni migliori: «Nel 2002 fui premiato a Roma in Figc come miglior portiere di tutta la Serie C». Divenne un giramondo: Fiorenzuola, Pisa, e poi tappa a Viareggio. E dopo soldi, gloria, belle donne (ha avuto anche una storia con una famosa modella americana protagonista di uno spot di un noto marchio) nel 2013 la decisione di appendere le scarpette al chiodo. Da qualche mese Testaferrata ha intrapreso il percorso per diventare addetto all'assistenza di base. «Voglio impegnarmi in prima linea nel sociale, aiutare i ragazzi e bambini con problemi sociosanitarie e istruirli allo sport e dare conforto ad anziani e persone che soffrono». —

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