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IL DIESSE SOLIDALE CON IL TECNICO 

Obbedio: «Squalifica pesante, ma andremo avanti con il mister»

Nicola Nucci
Obbedio: «Squalifica pesante, ma andremo avanti con il mister»

Per il responsabile del mercato disparità di trattamento  con Rossini dell’Albissola che per la testata a Grieco ha avuto un mese di stop

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«Il comunicato dell’Alessandria sulla reazione di Favarin? Io guardo alla squalifica del nostro allenatore che è sproporzionata». A parlare è il direttore sportivo rossonero Antonio Obbedio, mentre la società continua ad essere assente. Nessun intervento o presa di posizione ufficiale sui fatti che hanno animato il finale della sfida e neppure sulla squalifica comminata a mister Favarin che dovrà restare fuori dal terreno di gioco fino al 30 giugno. «I cinque mesi di squalifica a Favarin? Accettiamo il verdetto, ma non posso fare a meno di evidenziare una disparità di trattamento, due pesi e due misure. A Rossini, difensore dell'Albissola è stato dato solo un mese per avere sferrato prima una testata e poi un pugno all'allenatore della Pro Vercelli, Vito Grieco, e per un episodio analogo Favarin è stato squalificato per cinque mesi». Obbedio fa notare anche come l'episodio è avvenuta nella stessa giornata ma non è stato riferito nell'intervento del presidente della Lega di C, Francesco Ghirelli. «Non capisco perchè questa disparità di giudizio, vorrei una spiegazione». Obbedio tende la mano al tecnico rossonero. «Favarin è l'allenatore della Lucchese, andremo avanti con lui e sarà lui a condurre la squadra alla salvezza. Abbiamo dimostrato che la Lucchese non muore mai».

LA CONDANNA DEI GRIGI

L’Alessandria condanna il gesto di Favarin a 24 ore dalla zuffa in campo dopo il gol del pareggio rossonero, il parapiglia tra Favarin e il vice di Gaetano D’Agostino. «Siamo ancora scossi ed esterrefatti dalla violenza messa in atto dal signor Favarin - si legge nel comunicato del club - e dalle successive dichiarazioni rese dallo stesso a fine partita davanti ai microfoni della sala stampa, dove, forse, avrebbe fatto meglio a non presentarsi o a iniziare chiedendo scusa a tutti. Non solo a mister Mancino, ma anche a coloro che hanno assistito alla partita dagli spalti e da casa. Agli sportivi tutti. Il calcio è passione e con tale sentimento va vissuto e giocato, mai portato agli eccessi. Il diverbio c’è stato, questo è certo, e sicuramente è stato acceso. Certamente sono volate parole grosse, esagerate e maleducate. Abbiamo la forza di ammettere gli errori dei nostri tesserati. Abbiamo la forza e la lucidità di stigmatizzarli,e lo faremo sempre, perchè non pensiamo facciano bene allo sport al nostro club. Ma con la stessa forza e franchezza vogliamo precisare che nessun tesserato dell’Alessandria ha sputato addosso all’allenatore della Lucchese, come ha provato a sostenere il signor Favarin per trovare giustificazione al suo assurdo, violento e inqualificabile gesto. Lo sappiamo perchè le immagini lo dimostrano e perchè ce l’hanno confermato e ribadito a più riprese tutti i componenti della panchina e i giocatori in campo». —

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