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Il vice Langella può sedere in panchina senza deroghe

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LUCCA. Nel caso di maxi squalifica a Giancarlo Favarin - servirà un avvocato di diritto sportivo per presentare un ricorso dettagliato e motivato in modo da ottenere una riduzione - in panchina può sedere tranquillamente Giovanni Langella, 43 anni, campano di Nocera Inferiore, secondo di Favarin ad Andria, nella brevissima parentesi di Pisa e a Gavorrano.

Ex difensore cresciuto nelle giovanili del Napoli ha militato per buona parte della carriera in serie C: Benevento, Battipaglia, Nocerina. E poi ancora Real Giulianova, Varese, Andria, Ancona, Potenza, Martinafranca, Cavase e la chiusura della carriera in serie D con la maglia del Città di Marino a 38 anni suonati. Langella è il tattico della squadra, quello che filma gli allenamenti e scopre i segreti degli avversari. Un ragazzo serio e affidabile che s’intende a menadito con Favarin, ha un ottimo rapporto con i calciatori e può sostituire senza alcun problema il trainer pisano. La speranza è che alla fine prevalga il buon senso e che i nuovi padroni del vapore non decidano in maniera improvvida di cambiare un allenatore che è molto amato dalla piazza, che ha fatto molto bene e che ha un ottimo rapporto con i giocatori. Sicuramente ha commesso un errore e per questo verrà multato, ma sarebbe un clamoroso autogol se qualcuno prendesse a pretesto l’accaduto per creare una frattura in un gruppo che proprio attorno alla figura di Favarin - quarto allenatore più presente nella storia della Lucchese - ha fatto quadrato. —

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