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IL FUTURO ROSSONERO 

Lucchese, Favarin supera il maestro Melani e diventa il quarto tecnico nella storia del club

Nicola Nucci
Lucchese, Favarin supera il maestro Melani e diventa il quarto tecnico nella storia del club

Domani con la Carrarese avverrà il sorpasso. Felice il vecchio allenatore: «Giancarlo è il timoniere giusto per la salvezza»  

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«In questa bufera societaria, che mi auguro possa svanire, Giancarlo Favarin è il timoniere giusto per guidare la nave rossonera». Parole di Renzo Melani, il tecnico che alla guida della Lucchese ha vinto il campionato di C2 nel 1986. Una promozione rimasta scolpita nel cuore dei tifosi rossoneri. E domani allo stadio dei Marmi l’allenatore rossonero Giancarlo Favarin, dopo averlo raggiunto con la Pistoiese a quota 102, ha la possibilità di scavalcare il suo maestro di Fucecchio entrando nell’olimpo rossonero dopo Orrico (163), Erbstein (161) e Zavatti (117).

AMARCORD MELANI

«Con Giancarlo c’è sempre stato un legame d’affetto, un rapporto speciale, si merita di raggiungere questo traguardo. - racconta Melani allenatore della Lucchese dal 1985 al 1988 - Lui era alla Cuoiopelli e l’ho voluto fortemente alla Rondinella dove l’ho trasformato in un mediano di interdizione davanti alla difesa. Giocavamo con una sorta di 4-2-3-1 ante litteram. Una persona seria, un grande lavoratore, con un forte spirito del sacrificio e un grande temperamento. Una roccia. Per me era predistinato ad allenare. Infatti ha vinto tanti campionati, ma avrebbe anche meritato di più. A volte ha dovuto adattarsi a situazioni difficili. Sarei contento per lui se riuscisse nel miracolo di salvare la Lucchese dopo la doppia promozione dalla D alla C1». L’ex icona rossonera si informa a distanza sulla crisi societaria che segue con apprensione. «Spero che riescano a trovare una soluzione, Lucca e la Lucchese non meritano di soffrire ancora. Giancarlo è il tecnico ideale perché sa toccare le corde giuste della squadra, è uno psicologo oltre che un bravo allenatore sul campo. È ancora giovane e può fare ancora bene». La leggendaria Lucchese 85-86, quella di “Tano Salvi”, Donatelli, Monaco, Fusini e Casarotto, simbolo di un calcio genuino e dalla parte del tifoso, sarebbe un modello per il futuro. «Non sono presuntuoso, ricordo però che la Lucchese veniva da diverse promozioni fallite e c’era un po’ di spocchia anche in una parte di tifoseria. La tradizione non basta. Costruimmo una squadra forte, ma c’era anche umiltà e passione e soprattutto una società solida alle spalle che sapeva programmare» prosegue Melani che collabora con la Figc visionando i campionati Allievi e Primavera a caccia di talenti per le nazionali giovanili.

Favarin LUSINGATO

Favarin ringrazia il suo mentore: «Quando parla Melani mi metto sull’attenti. Quello che dice nei miei confronti per me è un onore. Se faccio l'allenatore lo devo anche a lui. Mi ha fatto capire come si gestisce lo spogliatoio». Favarin ha giocato fino a 36 anni e per una parte ha incrociato il suo destino con quello di Melani. «È bastata una stagione per insegnarmi tanto. Nella Rondinella ero il mediano davanti alla difesa che guidava la squadra e segnavo anche qualche gol. Nel 1978-1979 vincevo il campionato di C2, avevo 21 anni, ero giovane e lui mi ha fatto acquisire la personalità giusta e mi ha dato tanto anche sotto l’aspetto tattico su come mantenere gli equilibri giusti. Averlo superato alla guida di un club così blasonato mi riempie di orgoglio».

MAURI SQUALIFICATO

Domani la Lucchese, tornata al successo dopo tre mesi, torna in campo in casa della Carrarese. Sul sintetico dello stadio dei Marmi sarà una gara complicata contro la formazione più prolifica e spregiudicata del campionato. Favarin dovrà sostituire Mauri squalificato e al suo posto giocherà Strechie. La Lucchese è stata multata di 2500 euro dal giudice sportivo per comportamento antisportivo durante il derby con gli orange. —

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