Il Tirreno

Lucca

Lucchese, la vittoria del cuore Pistoiese, un risveglio tardivo

Luca Tronchetti

Tre punti al platino per la formazione di Favarin alle prese con una crisi societaria e il rischio di un altro -8 in classifica

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La vittoria del cuore che manca al Porta Elisa dal 28 ottobre e in campionato da 10 partite. Tre punti al platino che premiano un manipolo di uomini - prima ancora che di calciatori - scesi in campo con grande determinazione nonostante l’assenza di una società degna di questo nome e con il tandem Obbedio-Favarin unico referente. Un direttore sportivo e un allenatore capaci di isolare la squadra da una nuova valanga che rischia di travolgerla con all’orizzonte un’altra penalizzazione di 8 punti per non aver sostituito la fideiussione nel termine perentorio del 17 gennaio. Il derby torna a sorridere ai rossoneri, complice una Pistoiese irriconoscibile. Lenta, svagata, senza carattere, la formazione di Asta. Pessima la prova dei tre ex rossoneri in campo (Fanucchi inesistente, Ceccarelli una lumaca, Terigi capace di sparare sopra la traversa un pallone destinato a gonfiare la rete) e arancioni rianimati solo negli ultimi 25’ con l’ingresso dell’imprendibile Latte Lath capace di costringere al fallo e al cartellino giallo Martinelli, Gabbia e Mauri. La domanda sorge spontanea: perché il tecnico non ha inserito dall’inizio o al massimo al termine della prima frazione la ventenne gazzella ivoriana? Al 95’ quindi la Lucchese torna al successo con merito perché ci crede sin dall’ingresso in campo e, pur non facendo sfraceli, si scopre più squadra rispetto ad avversari con maggior fisicità ed esperienza, ma che non danno mai l’impressione, nemmeno nel forcing finale, di mettere in difficoltà i padroni di casa.

LA PRODEZZA BALISTICA

Alla fine però la differenza la fa una prodezza balistica del migliore in campo: Mattia Lombardo. Il figlio d’arte, al quarto gol stagionale, all’inizio della ripresa trova la parabola giusta su una punizione calciata da 20 metri per un fallo di Ceccarelli su Bernardini, il più progredito in casa rossonera. Un missile terra area che si stampa sotto la traversa senza che Meli faccia un passo nel tentativo di andarla a prendere. La corsa verso la curva Ovest, encomiabile nel supporto e nell’incitamento verso i ragazzi in maglia rossonera, è la testimonianza dell’attaccamento verso il pubblico e la volontà di riuscire in un’impresa che sarebbe storica in caso di una nuova maxi penalizzazione.

ZERO GOL SUBITI IN 180’

Balza agli occhi quello zero nel numero dei gol subiti nel girone di ritorno. La squadra infatti è sembrata più compatta. Forte e Fanucchi non sono mai riusciti ad incidere e anche i centrocampisti Luperini e Picchi hanno trovato difficoltà in zona tiro. Di contro gli arancioni negli ultimi 270 minuti hanno sempre subito gol. Segno che nella difesa a tre c’è qualcosa da registrare.

NOIA E GIOIA

Sonnacchioso l’avvio. La Pistoiese si vede solo nel primo quarto d’ora. Poi il pallino va in mano alla Lucchese, ma al di là di una punizione del solito Lombardo che esce di poco alla destra di Meli si notano solo lanci lunghi e sconclusionati. Nella ripresa il derby si accende con il calcio da fermo vincente di Lombardo. La Pistoiese si sveglia e prova a spingere. Ma nonostante i cinque cambi e il tentativo di dare maggiore profondità all’azione da parte degli ospiti non accade più nulla. E al triplice fischio c’è solo gioia per la Lucchese. —

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