Sicurezza
Il grido dei tifosi: «La Lucchese siamo noi»
In centinaia al corteo organizzato in centro prima della partita. Nessun problema e tanta voglia di un futuro più chiaro
LUCCA. Nel nome della Lucchese.Circa 300 tifosi hanno sfilato per le vie della città per raggiungere lo stadio Porta Elisa per protestare contro l'attuale situazione societaria della Lucchese e fare sentire la voce del popolo rossonero che non molla mai. In prima fila gli ultras della Curva Ovest, con lo striscione “La Lucchese siamo noi”.
Bandiere, striscioni, sciarpe e fumogeni e bandiere a due aste con scritto“No ai banditi”. Cori contro Arnaldo Moriconi. “Solo per la maglia” cantano i tifosi che alle 15.30 si sono ritrovati in piazza San Michele. Poi il corteo, in maniera ordinata e pacifica, è entrato in via Fillungo, nella via dello shopping, dove le persone in città per acquisti si sono fermate incuriosite ad osservare il passaggio dei supporters. Nel mirino, oltre all’ex patron rossonero e socio di minoranza, anche il sindaco Alessandro Tambellini. I manifestanti, scortati da una volante della polizia, hanno proseguito in marcia lungo via Fillungo presidiata da due camionette dei carabinieri, arrivando fino alla zona del Gonfalone dove i tifosi hanno fatto una sosta per accendere fumogeni e intonare il coro “Solo noi solo noi, la Lucchese siamo sempre e solo noi”.
Tra passione, speranza, amarezza e preoccupazione per un futuro cupo con la prospettiva inquietante di non finire il campionato. Dal punto di vista della sicurezza la situazione è controllata dalle forze dell'ordine. polizia di stato, municipale e carabinieri che hanno gestito il flusso dei tifosi consentendo al corteo di passare tra le affollate vie del centro storico. Il corteo, organizzato dalle diverse componenti della tifoseria, è uscito da porto San Jacopo per continuare lungo la circonvallazione e concludersi allo stadio. Una partecipazione che dice i tifosi rossoneri ci sono, lo zoccolo duro che ama la Pantera e c’è sempre nel bene e nel male. Ma c'è una città ormai sempre più disamorata dei colori rossoneri dopo due fallimenti societari e gestioni scellerate che non sono riusciti a ripartire dall’abc del calcio a livello di serie C, ovvero bilanci sani, soci locali appassionati, settore giovanile e un forte legame col territorio con un progetto di rilancio della Lucchese per riportarla almeno in B come ai tempi di Maestrelli. —
Nicola Nucci
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