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CAOS SOCIETARIO 

Lucchese-Figc, braccio di ferro sulla fideiussione Cig Pannonia

Lucchese-Figc, braccio di ferro sulla fideiussione Cig Pannonia

Dalla sede fiorentina il presidente Ghirelli ribadisce il suo invito a sostituirla La dirigenza scrive alla Co.Vi.So.C. e allega documenti e pareri di solvibilità

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Di tempo ce ne sarebbe ancora. Anche se formalmente è scaduto. Forse il 30 gennaio - data di un possibile consiglio federale - sarà il punto di non ritorno di questo pasticciaccio brutto che potrebbe segnale la fine della Lucchese. Ormai infatti è muro contro muro.

LEGA Di C

Da una parte il presidente di C, Francesco Ghirelli, 70 anni, eletto il 6 novembre e che si è sempre definito «l’uomo delle regole» e che sostiene, previo parere degli organi di controllo preposti, che la fideiussione Cig Pannonia presentata dalla Lucchese in data 28 settembre 2018 non è valida e va cambiata. Pena: 8 punti in meno in classifica e 350mila euro di multa. O, addirittura, potrebbe accogliere al prossimo consiglio federale la proposta del legale dell’Assocalciatori che chiederà la revoca dell’affiliazione e la retrocessione all’ultimo posto delle squadre inadempienti al diktat fideiussorio per accelerare lo svincolo dei tesserati. Ieri, 17 gennaio, contattato telefonicamente il presidente Ghirelli non è stato drastico: «I termini, se c’è la buona volontà, di possono pure rivedere di qualche settimana. Altrimenti ognuno prenderà la sua strada e andrà incontro al proprio destino. La Lucchese farà ricorso? È un suo diritto, ma a mio giudizio corre un grave rischio. Fossi nei dirigenti cambierei fideiussione».

IL RICORSO DEL CLUB

Alla CoVi.So.C di via Allegri a Roma e alla sede di via Jacopo da Diacceto a Firenze arriva un documento datato 17 gennaio e firmato il rappresentante legale dell’As Lucchese Libertas che chiede un parere in merito alla polizia rilasciata dalla Cig Pannonia società di Budapest depositata in Lega in sostituzione della Finword. I legali romani del club chiedono i motivi per cui non viene accettata la fideiussione (Ghirelli in passato ci ha riferito che non ha rating) visto che rispetterebbe i criteri delle licenze nazionali per l’iscrizione al campionato 2018-2019 di serie C. «La Cig Pannonia - si legge nella nota a cui vengono allegati i rispettivi documenti - è iscritta all’albo IVASS Elenco II al numero 01284 (imprese in libera prestazione di servizi in entrata See) dal 8 agosto 2014. È autorizzata all’esercizio ramo cauzioni del codice delle assicurazioni private. Ha un rating minimo Baa2 (accertato da Moody’s) o BBB (accertato da Standard & Poor’s e da Fitch). A rilasciare la certificazione per la Cig Pannonia è stata la società globale Innolva (opera in 200 paesi esteri) del gruppo Tecnoinvestimenti e partner al 100% di Tinexta società nata per iniziativa della Camera di Commercio e quotata alla borsa di Milano partecipata Ribes, primario istituto di certificazione europea. Il rating di Cig Pannonia è pari ad 1 (massima affidabilità) e quindi al di sopra del valore richiesto. La Cig Pannonia ha pubblicato un documento da cui risulta l’indice di solvibilità pari a 2,6% e supera del 120% il valore minimo richiesto con il rating detenuto direttamente dalla compagnia assicurativa ungherese. La Compagnia risulterebbe in possesso di tutti i requisiti così come espresso da un’analisi documentale del professor Arturo Patarnello reggente del dipartimento di Scienze Economico-Aziendali dell’università Bicocca di Milano datato 16 ottobre 2018 e spedito all’avvocato della Lega di C, Chiara Faggi. Si ricorda infine che il 19 luglio 2016 la Robur Siena usufruì della polizza fideiussoria Cig Pannonia vincendo il ricorso dopo l’esclusione».

Della serie: chi ci capisce è bravo. Tuttavia il pensiero dell’uomo della strada ci pare scontato. Ma se questi nuovi padroni del vapore sono solvibili e vogliono investire perché - come ha fatto la Reggina - non cambiare la fideiussione al di là di torti e ragioni? —

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