Il Tirreno

Lucca

LA SOCIETÁ NEL CAOS 

Lucchese, è partito il bonifico evitati i 4 punti di penalizzazione

Luca Tronchetti
Lucchese, è partito il bonifico evitati i 4 punti di penalizzazione

Sistemata la vicenda legata al contratto del tecnico Menichini depositato in Figc adesso Moriconi deve fare i conti con la fideiussione Pannonia che va cambiata   

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Non resta che attendere prima di buttare il cappello in aria. Il primo step - quello del pagamento di stipendi e contributi al tecnico Leonardo Menichini - dovrebbe essere superato. Alla Sice di Carraia - ormai diventata la sede ombra della Lucchese dell’attuale socio di minoranza Arnaldo Moriconi e del suo braccio destro Fabrizio Martinelli - si è presentato proveniente da Roma l’amministratore unico del club: il bancario in pensione Umberto Ottaviani, l’uomo vicino agli ambienti del Vaticano. Dopo aver inviato per posta elettronica la sua firma all’utilizzo del Porta Elisa per la gara di Eccellenza, Vorno-Grosseto, ieri si è presentato perché è l’unico deputato a firmare i movimenti di denaro in entrata e in uscita del conto corrente dedicato all’As Lucchese Libertas 1905. I circa 40mila euro che il club deve al tecnico originario di Ponsacco e residente a Ronciglione di Viterbo. Al legale del mister, Luca Miranda, e allo stesso ex vice del grande Carletto Mazzone, è stato chiesto nei giorni scorsi dalla segretaria Marcella Ghilardi l’Iban del conto corrente bancario su cui inviare il bonifico.

La certezza matematica dell’invio del denaro ci sarà soltanto nella giornata odierna quando i soldi transiteranno sul conto del tecnico. D’altronde quel pagamento fatto nella data di ieri è fondamentale per evitare i 4 punti di penalizzazione che condannerebbero la Lucchese a disputare quantomeno i playout.

IL SECONDO STEP

Giovedì 17 scade il termine per presentare la nuova fideiussione che dovrà sostituire la polizza ungherese Cig Pannonia. Sul punto il capo della Lega di C, Francesco Ghirelli, è stato chiaro: o si cambia oppure ci saranno conseguenze molto gravi per la Lucchese. Forse il -8 che sancirebbe di fatto la retrocessione (oltre ai 350mila euro di multa che azzererebbero o quasi i contributi federali per il minutaggio) oppure, attraverso la modifica della norma nel prossimo consiglio federale, l’estromissione causata proprio dalla mancanza di fideiussione regolare con collocazione all’ultimo posto della classifica. E un’altra considerazione da fare è legata al venir meno delle condizioni della convenzione tra Comune e Lucchese per la gestione del Porta Elisa. La mancanza di garanzia fideiussoria può portare l’amministrazione a recedere dall’accordo per giusta causa. Con la Lucchese che dovrebbe trovarsi un altro terreno di gioco. Sul punto Moriconi o chi per lui (Castelli?) deve mettersi in testa di cambiare rotta. Una resistenza di carattere giuridico attraverso ricorsi porterebbe soltanto ad allungare l’agonia di un paziente già gravemente malato.

ADDIO AI ROMANI?

Prende corpo, ora dopo ora, la possibilità che la troika Castelli-Ottaviani-Ceniccola faccia un passo indietro (in cambio di una buonuscita?). A vantaggio di chi? Moriconi non ne vuol più sapere della Lucchese, ma tende la mano ad altri gruppi che si agitano nel sottobosco: gruppi con imprenditori romani e lombardi interessati magari a qualche appalto per i lavori pubblici a Lucca e dintorni, gruppi toscani con assieme imprenditori locali e cordate milanesi dell’ultim’ora. Sarebbe importante che, visti i chiari di luna, il sindaco Alessandro Tambellini svolgesse il ruolo istituzionale di garante impedendo che speculatori e faccendieri si affacciassero al proscenio in questo momento decisamente caotico.

VASO DI COCCIO

In quel agitarsi di sentimenti e situazioni allo stadio nella giornata di ieri è stato visto Enrico Tommasi. Direttore generale solo sulla carta visto che non ha firmato alcun contratto. E nemmeno Ottaviani gli ha fatto firmare nulla. Sembra il classico vaso di coccio tra vasi di ferro. Lui conosce, per averci lavorato a Fermo, il solo Marco Barghigiani (mai appalesatosi). Nella tarda mattinata ha avuto un confronto con 7-8 tifosi: «Sono stato aggredito verbalmente in modo molto antipatico. - dice Tommasi - Mi accusano di essere l’uomo dei romani, ma non li conosco. Provo a chiamare Moriconi, che mi ha contattato un mese fa, e mi butta giù il telefono o non risponde. Vado in sede e il magazziniere mi dice che ha bisogno dello stipendio. I ragazzi del settore giovanile non si sono allenati per l’acqua è fredda. In segreteria mi dicono che non ci sono le maglie per la partita con la Pistoiese perché il fornitore vuol essere pagato. Ho portato tre ragazzi - due dalla Fiorentina e uno dal Siena - per la Berretti e gli Allievi, ma senza la firma dell’amministratore non posso fare il trasferimento. Ottaviani? Non si è mai fatto vivo. Io non ho il contratto: da un mese spendo di benzina e autostrada senza rimborsi. Vorrei che qualcuno mi dicesse cosa devo fare». Suggeriamo, stante la situazione, di togliere il disturbo. —

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