Il Tirreno

Lucca

La cessione a Castelli è al vaglio della C Dieci giorni per cambiare la fideiussione

Luca Tronchetti
La cessione a Castelli è al vaglio della C Dieci giorni per cambiare la fideiussione

Anomalie sulla documentazione: Lega e Figc vogliono vederci chiaro. La Co.Vi.So.C. certifica che la Cig Pannonia va cambiata  

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Qualcosa non quadra. Anzi, molto. Francamente chi sta offrendo consigli ad Arnaldo Moriconi non aiuta lui e la Lucchese. La battaglia tra la Lega di C guidata da Francesco Ghirelli e l’As Lucchese Libertas in mano ad Aldo Castelli e con amministratore unico il «curiale» Umberto Ottaviani (proprio ieri mattina nella visura in Camera di Commercio è apparso il suo nome in luogo di quello di Carlo Bini, dimissionario poche ore prima del giorno della sciagurata conferenza stampa) rischia di avere conseguenze nefaste per il club rossonero. Negli atti che qualcuno giura già inviati alla Lega di C e al vaglio dell’avvocato Chiara Faggi ci sarebbero punti di opacità che necessitano chiarimenti da fornire in tempi rapidi. Sulla questione il presidente Ghirelli si trincera dietro un laconico: «Mi spiace, ma non posso dirle niente per una questione di privacy. Ribadisco però quanto le ho già dichiarato giorni fa: per similitudine la posizione della Lucchese è identica a quella di Pro Piacenza, Matera, Reggina e Cuneo. Fossi nei panni della proprietà della Lucchese intanto sistemerei la fideiussione». Punto. Ma c’è dell’altro. La Co.Vi.So.C. ha inviato comunicazione nella quale ritiene non sussistono evidenze da parte della competente Autorità di Vigilanza (IVASS) che confermino la validità e l’efficacia della garanzia della polizia fideiussoria della finanziaria ungherese Cig Pannonia in regime di libera prestazione di servizi.Entro poco meno di una settimana (giovedì 17 gennaio) la Lucchese deve ottemperare altrimenti rischia un -8 e 350mila euro di multa che vuol dire, in pratica, azzerare all’80% i contributi legati al minutaggio.

LA POSIZIONE DEL CLUB

Non pare arrendersi Arnaldo Moriconi o chi per lui. Ed è pronto, come pare il nuovo presidente della Reggina, a ricorrere al Collegio di Garanzia del Coni (terzo grado di giudizio) e avrebbe già messo in preallarme i suoi legali per studiare il caso. Ci chiediamo: ma se i nuovi padroni del vapore rossonero (la troika romana) non hanno problemi di natura economica perché non provvedono seduta stante a cambiare la fideiussione e a sostituirla con una polizza bancaria in grado di dirimere qualsiasi controversia? Perché ingaggiare un braccio di ferro con la federazione destinato sicuramente ad allungare i tempi, ma probabilmente ad avere esiti nefasti da scontare se non in questo nel prossimo torneo? Quesiti che qualcuno deve sciogliere. E in fretta. Come nella giornata di lunedì sul conto corrente del tecnico Leonardo Menichini devono essere accreditati 40mila euro. Pena 4 punti di penalizzazione perché «Menico» è un tesserato della Lucchese come stabilisce il lodo arbitrale (non sarebbe stato economicamente più conveniente un accordo transattivo tra agosto e settembre?).

L’AMMINISTRAZIONE

Se il nodo fideiussione non si scioglie pro bono pacis allora potrebbe venir meno una delle condizioni essenziali della convenzione tra amministrazione (che vanta un credito di 70mila euro con la Lucchese) e club rossonero. E a quel punto il sindaco potrebbe anche optare per la revoca. —

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