Il Tirreno

Lucca

CICLISMO  

Il marchio «Amore & Vita» in giro per l’Italia da 30 anni

Il marchio «Amore & Vita» in giro per l’Italia da 30 anni

Dall’idea del patron Ivano Fanini dietro suggerimento di Papa Giovanni Paolo II  il messaggio globale e universale simbolo di pace e unione tra i popoli  

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Trent’anni senza lo sponsor, ma con un messaggio di pace sulle maglie. Una scelta unica nel mondo dello sport che si nutre di pubblicità e di marchi per portare avanti un’attività specie se si tratta di professionismo. Dal 1989 Ivano Fanini, carismatico e passionale patron del team lucchese, da cattolico convinto, dopo un incontro in Vaticano con Papa Giovanni Paolo II, oggi Santo, (Papa Wojtyla ha benedetto personalmente le squadre di Fanini per 25 anni consecutivi), diede l’idea di modificare i messaggi iniziali (“No all’aborto” e “Dio ti ama”) che avevano suscitato veementi proteste in vari settori dell’opinione pubblica, con un messaggio più globale ed universale che conservasse comunque gli stessi principi ed ideali, senza però creare avversità tra coloro che avessero altre credenze ed ideologie».

Da quell’idea di Papa Wojtyla nacque Amore & Vita. Un inno di gioia alla vita e simbolo di amore verso i valori principali. Da quel giorno sono passati trent’anni, un tempo lunghissimo nel quale la squadra ha sempre anteposto questo messaggio al nome degli sponsor. Nel 2013 il team aveva in organico un atleta Israliano, Niv Libner ed uno Iraniano, Hossein Alizadeh, entrambi campioni nazionali. Un evento unico al mondo, mai accaduto nella storia dello sport, considerato l’odio che purtroppo ancora oggi divide questi due popoli. Nel 1990 l’uso obbligatorio del casco per tutti gli atleti del team (in gara ed in allenamento) criticata salvo poi, un decennio più tardi, diventata obbligatoria nello sport delle due ruote. E poi, la campagna di sensibilizzazione per i danni provocati dal fumo in collaborazione alla Lega Italiana contro i Tumori. Ed anche il messaggio di pace con la speciale maglia “americana” ideato contro il terrorismo (dopo la strage dell’11 Settembre). Fino alla battaglia contro il doping di cui ancora oggi il team è fiero pioniere. Il 2019 sarà quindi una stagione da ricordare con una maglia speciale che richiama soprattutto i colori istituzionali della società, ovvero il rosa e l’azzurro (i colori celebrativi nella nascita di un bambino o una bambina).

«Siamo orgogliosi di essere arrivati a questo importante traguardo -dice Cristian Fanini, figlio di Ivano - 30 anni con lo stesso nome è indubbiamente qualcosa di unico, un vero record nel mondo del ciclismo». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini