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Lucca

Lucchese più forte delle mille avversità conquista un punto nella tana dell’Arezzo

dall'inviato
Lucchese più forte delle mille avversità conquista un punto nella tana dell’Arezzo

Nonostante i guai societari il carattere dei rossoneri decisivo nella sfida con la squadra rivelazione del campionato

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Luca Tronchetti

AREZZO. L’anno scorso di questi tempi l’Arezzo era in pieno caos societario mentre oggi - grazie all’ingresso nel club del presidente Giorgio La Cava (che si era affacciato senza successo a Lucca) e di un socio locale - è un club modello che ambisce legittimamente ad una posizione di prestigio nella griglia dei playoff. La Lucchese invece è in pieno caos societario e rischia seriamente di dire addio al calcio professionistico. Nonostante la differenza di valori tecnici e societari i rossoneri targati Favarin-Obbedio (gli unici in grado con i fatti di dare garanzie agli sportivi) tornano a casa con un punto pesante e con la convinzione che, se patron Moriconi deciderà di ritornare in possesso del club e concludere la stagione agonistica, un paio di innesti importanti basteranno per evitare la serie D. In fondo Bortolussi e compagni sono a 3 punti dalla quota salvezza, considerando che non ci sarà la retrocessione diretta visto che il 20 gennaio verrà formalizzata l’esclusione della Pro Piacenza.

UN DERBY EqUILIBRATO

Il modulo speculare di Favarin (4-3-1-2) con Provenzano trequartista e davanti Sorrentino e De Feo, il recupero di Mauri dal primo minuto in luogo del baby Strechie (problemi fisici?) e il ritorno del tandem difensivo Gabbia-Martinelli, garantisce la necessaria compattezza. E dal funambolico 3-3 di Pontedera si passa al risultato perfetto (0-0) di Arezzo. Il risultato è identico (un punto), ma il modo di ottenerlo diametralmente opposto. E quello conquistato contro gli amaranto vale tanto oro quanto pesa. Perché in fondo la terza in classifica - al di là di un palo colpito al 29’ del primo tempo dal centravanti Brunori, il migliore in campo, e di dieci minuti di forcing ad inizio ripresa - non ha mai dato seri grattacapi a Falcone. Anzi, a dirla tutta la Lucchese poteva «vendicare» l’immeritato ko interno della prima di campionato se avesse messo a frutto le tre palle gol concesse dai padroni di casa tra i minuti finali e quelli di recupero. Sorrentino, tra i migliori dei suoi, al 44’ solo davanti a Pelagotti spedisce fuori un pallone che era più facile calciare almeno nello specchio della porta. Una partita tatticamente perfetta quella dei rossoneri che hanno chiuso tutti i varchi uscendo indenni da Arezzo come ormai accade da 15 anni e nonostante Dal Canto abbia provato a cambiare modulo in corsa passando al 4-2-3-1 con l’inserimento del trequartista Belloni per dare maggiore profondità all’azione. E un plauso spetta ai tifosi - quasi 200 ad Arezzo - che al di là del consueto sostegno incessante al triplice fischio mostrano un cartello che riconcilia con lo sport: «Prima che calciatori, veri uomini». La Lucchese non è sola e forse l’incubo sta per finire. —

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