Gioco
L’irresistibile ascesa del piccolo GhiviBorgo, dai campi di periferia al primo posto in serie D
Nel 2003 la promozione in Prima Categoria, 10 anni dopo la fusione e oggi la squadra di Pagliuca sogna il professionismo
Dai campi pesanti di periferia al Porta Elisa dove domenica il GhiviBorgo giocherà contro il San Donato Tavernelle, la prima sfida del girone di ritorno. Sì, perchè la squadra di Pagliuca è prima in classifica e campione d’inverno in D. Una crescita, quella della società, che ha avuto un’ impennata recente.
LA GENESI
Era l’aprile 2003, quando il Gs Ghivizzano lotta all’ultima giornata per vincere il campionato di Seconda categoria ed accedere in Prima. In vetta è bagarre con Gallicano, Aquila S. Anna e Molazzana. I biancorossi di mister Giuseppe Poli giocano a S. Anna e puntano a chiudere una cavalcata importante. Le cose non vanno bene, con l’arrivo di un ko per 4-0. La festa è solo rimandata, ma quella stagione, giocata affrontando tante squadre paesane e numerosi derby la dice lunga su quali sono le recenti origini della società, poi unitasi con il Borgo a Mozzano. Walter Marganti, Emilio Volpi e Marco Remaschi erano la “triade” di quella società che viveva di sagra della trippa e soprattutto della leadership e della generosità del presidente Elso Bellandi, presidente dalla fondazione del GS Ghivizzano avvenuta nel 1973 ed in sella per i successivi 40 anni. Le sfide più interessanti non erano quelle con le squadre rappresentanti un capoluogo di provincia (Prato e Massese) o nobili decadute dai professionisti (Viareggio o Montevarchi, solo per rimanere alle avversarie questa stagione), ma le formazioni delle limitrofe frazioni: Coreglia, Ponte all’Ania, Barga, Fornaci e Piano di Coreglia. Con Vangioni in panchina la svolta: salto doppio dalla Prima categoria all’Eccellenza in due stagioni. Poi una stagione di stabilizzazione (Cerasa e Moschetti in panchina) e infine i il secondo posto con spareggi nazionali per andare in serie D. Fu il momento della recente storia del GhiviBorgo più emozionante, con il doppio confronto contro i sardi del Castiadas vinto e poi la finale contro il Ravenna. In quella estate, la conferma della serie D arrivò ad agosto, con tanto di corsa al mercato e burocrazia da smaltire. Dice Volpi: «Con dell’entusiasmo si aggiunse la consapevolezza che procedure e rapporti federali erano cambiati tanto da accrescere la società per darle quasi una struttura professionistica. Il Ghivizzano Borgoamozzano è nato nella stagione 2012–13. «Renato Amidei è stato segretario del Borgo a Mozzano ed oggi ci segue ogni domenica, Sandro Pieri è stato il primo presidente dopo la fusione, mentre in questo momento di soddisfazioni sportive ricordo i borghigiani che non ci sono più quali Remo Garibaldi e Roberto Galgani».
IL MERCATO
Il passato è importante per comprendere da dove un gruppo di persone è partito, ma il futuro potrebbe riservare delle sorprese. Inutile infatti nascondersi: il GhiviBorgo è primo in classifica, in un campionato dove tante squadre stentano, dove manca una regina indiscussa sul campo e le grandi non volano. Cosa farà ora il club? In chiave mercato, il direttore sportivo Luca Pacitto smentisce colpi ad effetto: «Abbiamo avuto richieste in uscita, ma tratterremo tutti gli attuali componenti della rosa. In entrata stiamo vigilando su due piste. La prima riguarda le liste degli svincolati, la seconda il monitoraggio delle Berretti professionistiche». Molto cauto il presidente Fabrizio Nieri: «C’è un girone di ritorno tutto da giocare. La sensazione di poter far bene c’è, ma non deve essere una ossessione per noi. Se dovessimo avere questa classifica tra 3 mesi, allora ci metteremo ad un tavolo per pensare ad un eventuale salto di categoria, che non sarà una passeggiata in termini di costi, gestione ed organizzazione, con obblighi ancora più stringenti in materia finanziaria e di strutture». —
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