Gioco
La Lucchese a Novara cambia pelle Dentro Jovanovic, Strechie e Madrigali
Difesa a tre per i rossoneri imbattuti lontano dal Porta Elisa dal 18 marzo scorso Favarin e il conto in sospeso con il mister avversario che risale ai playout del 2018
LUCCA. Dove eravamo rimasti? Giancarlo Favarin ritrova Willian Viali sei mesi e mezzo dopo quel maledetto 26 maggio 2018, il giorno della retrocessione del suo Gavorrano opera proprio del Cuneo guidato dall’odierno tecnico del Novara. «Se ci ripenso mi prende male. - dice Favarin - Nella regular season avevamo dimostrato di essere superiori al Cuneo vincendo 2-0 allo Zecchini e pareggiando 1-1 allo stadio piemontese Fratelli Paschiera». Nei playoff accade quello che non ti aspetti: «A Cuneo perdemmo 1-0 con l’unico tiro in porta dei biancorossi e sbagliando pure un rigore decisivo con Remedi. Al ritorno il mio Gavorrano colpì due legni. Giocammo ad una porta, ma alla fine si salvarono loro. Ad essere sinceri a punirci furono i tanti punti restituiti all’Arezzo e quell’errore in buona fede della dirigenza maremmana che pagando in ritardo gli F-24 fece prendere al club due punti di penalizzazione». Adesso mister Favarin ritrova Viali su un’altra panchina: «Mi piacerebbe prendermi una rivincita su Viali anche se, tengo a precisarlo, lui in quella sfida da alta tensione si comportò correttamente con me. Nessuno screzio, nessun dissapore nonostante la posta in palio. È un tecnico giovane, ma ha già 4-5 anni di esperienza in C. Un allenatore pragmatico che cura molto la fase difensiva e che adesso è alla guida di una formazione importante come il Novara che ambisce, legittimamente, alla promozione. Gente come Cacia, Manconi, Eusepi fa la differenza in B, figuriamoci in C. Troveremo un ambiente caldo (2200 spettatori di media) e una squadra che vuol conquistare la prima vittoria interna in campionato. Se ci chiudiamo dietro siamo fritti. Dobbiamo pressare alto e tenerli bassi. Alla squadra però ho chiesto maggiore attenzione sulle palle inattive».
SCHIERAMENTO TATTICO
Servirà una Lucchese coraggiosa e decisa, capace di abbinare gioco, grinta e concretezza, per muovere la classifica in attesa del 14 dicembre, data in cui si riunirà la Corte d’Appello Federale per prendere in considerazione la richiesta del legale della Lucchese di ridurre i punti di penalizzazione (11) inflitti al club rossonero.
«Contro il Novara - dice Favarin - se pensi di gestire, di essere attendista corri grandi rischi. Dobbiamo cercare di fare la nostra gara: abbiamo avuto l’esempio di due grande prestazioni contro Pisa e Siena, anche se siamo rimasti senza punti. E questo è proprio il rammarico, il mea culpa, di avere giocato bene e raccolto poco». Il Novara non ha ancora “violato” il Piola e in difesa ha dei limiti. «Dovremo attaccarli ai fianchi, ma soprattutto sfruttare gli episodi avendo davanti una formazione di qualità che però quando è attaccata soffre. Giocheremo sul sintetico, non è un terreno eccezionale, ma ci adegueremo».
DIFESA A TRE
Probabile, come a Busto Arsizio, l’impiego della difesa a tre con Madrigali, Gabbia e Martinelli. Nei cinque in mezzo Lombardo torna titolare sull’out di destra, Strechie si riprende un posto a metà campo in luogo di Mauri e Jovanovic partirà al centro dell’attacco con De Feo accanto. «Bisogna attaccare con più giocatori, sfruttando gli spazi, a prescindere dai moduli. Considerando il tour de force devo ruotare gli interpreti. Da alcuni giocatori mi aspetto una prestazione importante». Non saranno convocati Palumbo e Cardore, in odore di partenza, mentre ci sarà il giovane Fazzi dalla Berretti. —
Luca Tronchetti
Nicola Nucci
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