Il Tirreno

Lucca

IL FUTURO ROSSONERO 

A Novara tradizione sfavorevole, ma i rincalzi scaldano i motori

Nicola Nucci Luca Tronchetti

Favarin potrebbe modificare l’assetto inserendo Jovanovic dal primo minuto L’ultima vittoria al Piola 12 anni fa quando la Lucchese lottava per salvarsi

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Sei partite in 26 giorni, una ogni quattro giorni. Uno sforzo intenso e concentrato per la Lucchese che deve tornare a macinare punti (appena due nelle ultime quattro partite) per dare uno scossone alla sua classifica (ultimo posto a quattro lunghezze da Pistoiese ed Arzachena). I rossoneri dopo il Novara al “Silvio Piola” (domenica prossima) torneranno in campo subito giovedì per affrontare la Pro Vercelli al Porta Elisa e poi il Piacenza ancora fuori casa. Tutte avversarie di prima fascia. Si torna tra le mura amiche per lo scontro diretto con l’Albissola, poi il Pontedera all’ultima giornata dell’andata ed infine l’Arezzo il 30 dicembre per la prima gara del girone di ritorno. E con un tour de force del genere servirà tutta la rosa a disposizione e rotazioni nel ruoli. Favarin già col Novara potrebbe cambiare qualche pedina come del resto ha lasciato intendere lo stesso tecnico rossonero nella conferenza stampa dopo il pareggio in extremis con l’Olbia. Tra i papabili Jovanovic in attacco (al posto di Bortolussi o Sorrentino) e Strechie a metà campo avvicendando Mauri (che è diventato papà per la seconda volta, congratulazioni anche dalla redazione de Il Tirreno) apparso un po’ sulle gambe nelle ultime due gare e che potrebbe tirare il fiato. Anche Isufaj si è mosso bene nella partitella a campo ridotto contro la formazione Berretti per fare mettere benzina nel motore a chi ha giocato meno col l'Olbia.

I PRECEDENTI

La formazione piemontese non porta particolarmente bene alla Lucchese. Quindici i precedenti in campionato dal 1923 ad oggi con soltanto due vittorie. Una che risale alla notte dei tempi - serie A, 82 anni fa, reti di Perduca e Coppa - e una molto più recente (stagione 2004-2005) con Walter Nicoletti in panchina e Antonio Magli diesse. La salvezza da una possibile retrocessione passò proprio da quella vittoria al Piola firmata dai due neo acquisti: il centravanti Succi che oggi, a 37 anni suonati, gioca con «La Fiorita» nel campionato di San Marino e il mediano Petterini, classe 1980, che milita nel Foligno in Eccellenza umbra. Per il resto nove i successi del Novara (clamoroso quello per 7-0 nella tragica stagione 1941-42 con la Lucchese che si sciolse per poi costituirsi come Giannini) e quattro i pareggi. L’ultima rete datata 2007 è firmata da Eupremio Carruezzo e sancì l’1-1 finale. Fu la terz’ultima partita - era la prima del girone di ritorno - con Fulvio Pea in panchina. Altri due pareggi (Cittadella al Porta Elisa e al Fedini di San Giovanni Valdarno) e il ds De Poli sollevò dall’incarico Pea per ingaggiare Paolo Stringara. La stagione finì con la Lucchese lontana dai playoff.

L’AVVERSARIO

Servirà una squadra decisamente più brillante per avere ragione di un Novara, che stenta ancora a decollare, ma che davanti dispone di due punte di un altro pianeta come Cacia e Eusepi e un organico decisamente superiore a quello della Lucchese. Tuttavia fa fatica ad andare in gol e ha perso molti punti per strada. Segno che qualche problema - e forse anche qualcosa di più - i piemontesi ce l’hanno. Sarà assente tra gli azzurri Davide Bovo, espulso domenica a Chiavari contro la Virtus Entella e squalificato per una giornata. Ma mister Viali ha diverse frecce al suo arco e non sarà un’impresa sostituirlo. Gente come Sciaudone, Sbraga, Tommaso Bianchi e Sansone fa la differenza anche in B. —

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