Il Tirreno

Lucca

Lucchese pari all’ultimo respiro l’Olbia sfiora l’impresa storica

Luca Tronchetti

Prestazione sottotono dei rossoneri che non vincono da un mese mentre i sardi hanno il torto di non chiudere la partita

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Arriva all’ultimo giro di lancette dell’extratime il pari che non ti aspetti e che serve alla Lucchese per evitare la terza sconfitta interna di fila in grado di compromettere quanto di buono la squadra è riuscita a fare ad un terzo di campionato. Una gran giocata in mischia del bomber De Feo - al sesto sigillo stagionale e che trova la conclusione della disperazione capace di gonfiare la rete sarda - strozza in gola l’urlo di gioia dei 15 tifosi dell’Olbia giunti in aereo con la squadra che già pregustavano una vittoria storica: la prima dal 1970 ad oggi al Porta Elisa. Diciamocelo subito. Il punto ottenuto è l’unica cosa buona della partita. Per il resto la Lucchese è sembra la brutta copia della squadra ammirata nei primi due mesi di campionato. Con un centrocampo al rallenty e giocatori sempre secondi sul pallone. Mauri è parso indisponente con quella sua pericolosa gestione della sfera capace di dare la stura a due ripartenze che potevano essere micidiali. E davanti di palloni giocabili ne sono arrivati davvero pochini, considerata la giornata infelice degli esterni (leggasi Favale), con Sorrentino e Bortolussi costretti ad andarsi a prendere la sfera perdendo lucidità in zona gol. Se a questa pericolosa involuzione ci metti pure le incertezze del portiere, allora si comprende come sia necessaria qualche modifica legata agli interpreti anche in considerazione del trittico terribile che attende la Lucchese dal 9 al 16 dicembre (Novara fuori, Pro Vercelli in casa, Piacenza in trasferta).

BLACK OUT TOTALE

Dopo lo sfogo di Favarin a Busto Arsizio e la settimana di doppi allenamenti si sbaglia di grosso chi pensa di vedere una Lucchese con il sangue agli occhi contro un avversario che manda in campo 7 under 23. Perché dopo un paio di proiezioni offensive, l’Olbia mette la partita sui binari più congeniali al suo tipo di gioco. Della serie: attendere e ripartire. Di contro una Lucchese macchinosa in fase di costruzione, con ragnatele di passaggi troppo prevedibili e scarso utilizzo delle corsie esterne, presta il fianco alle gazzelle avversarie (i colored Ceter e Ogunseye) che quando trovano l’imbucata fanno davvero male. Al 32’ la partita gira in favore degli ospiti. Capitan Ragatzu (castigatore della Lucchese già quando militava nel Rimini) evita l’intervento d’anticipo di Gabbia e dal limite infila l’angolo alla destra dell’immobile Falcone (forse coperto) con la sfera che tocca il palo interno e s’insacca. La Lucchese va nel panico e fortuna vuole che Ceter in contropiede, dopo l’ennesimo regalo di Mauri, si mangia il gol del possibile raddoppio allungandosi troppo la sfera. Reazione rossonera? Non pervenuta. Squadra scolastica che si affida ai lanci lunghi a tagliare il centrocampo. Altro che giocatori che fanno scoppiare il pallone, sembra la partitella del giovedì.

PARI INSPERATO

Nella ripresa la musica non cambia. L’Olbia non affonda, ma non rischia nulla. Pare giocare sul velluto. Favarin inserisce Jovanovic, Lombardo e Strechie. Proprio il diciottenne risveglia i rossoneri. E nel recupero accade quello che non ti aspetti. Prima Favale di testa alza di poco sopra la traversa e poi al 50’, a 20 secondi dal triplice fischio, De Feo, versione Babbo Natale, al volo su cross di Provenzano regala alla Lucchese l’insperato pari. —

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