Il Tirreno

Lucca

L’ALLENATORE AVVERSARIO 

Carboni e l’Olbia nel destino «Conosco questo ambiente e la forza dei miei giocatori»

Luca Tronchetti
Carboni e l’Olbia nel destino «Conosco questo ambiente e la forza dei miei giocatori»

Ex attaccante di C e D e fratello di Amedeo, ex terzino della Roma per la terza volta torna nell’isola con l’obiettivo della salvezza  Con le toscane 2 gare e 2 rimonte

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LUCCA. A volte ritornano. E lui, ad Olbia, è tornato per la terza volta con una missione da compiere: la salvezza. Guido Carboni, 55 anni, ex attaccante, fratello del più noto Amedeo, terzino della Roma e della Nazionale all’inizio degli anni Novanta, ha trascorso le sue migliori stagioni da calciatore negli stadi di C e D. Se Remondina somiglia vagamente a Gerard Depardieu i suoi tratti somatici ricordano invece Gaetano Curreri leader storico degli Stadio. Lui però il suo Sanremo deve ancora vincerlo. Tanta serie B (Genoa, Bari, Crotone, Frosinone, Avellino, Rimini e Empoli) con qualche retrocessione di troppo e mai la soddisfazione di sedere almeno una volta su una panchina di serie A. Ma c’è ancora tempo. Se Curreri ha vinto Sanremo a 65 anni, lui ha ancora dieci stagioni per coronare il suo sogno. Oggi però ritrova sulla panchina della Lucchese un amico vero: Giancarlo Favarin. «Abbiamo fatto il corso allenatori di Seconda Categoria insieme a Coverciano. Lo conosco da tempo e lo stimo tantissimo. Perché è capace di dare un’identità alle sue squadre. Immagino che stia preparando la partita con l’idea di trasmettere ai giocatori la propria carica agonistica. La Lucchese è una squadra fisica, insieme aggressiva e capace di costruire, ben assortita in ogni reparto. I numeri non mentono mai e dicono che sta disputando un campionato importante a ridosso delle prime condizionato dal fardello della penalizzazione che potrebbe anche ridursi dopo la sentenza d’Appello. Ci aspetta una gara impegnativa che dovremo affrontare con il piglio di chi vuol fare risultato».

Contro la Lucchese lei è ancora imbattuto: c’è qualche giocatore rossonero che vorrebbe nella sua squadra?

«Le statistiche le lascio ai cronisti e non penso ai giocatori avversari. Mi concentro a tirar fuori il potenziale dai miei ragazzi. Siamo una squadra giovane: possiamo crescere e migliorare tanto. Abbiamo dimostrato di avere valori e carattere e ora dobbiamo iniziare a raccogliere i frutti di questo lavoro».

Mister Filippi era affezionato a un modulo (4-3-3). Da quando è arrivato ad Olbia la sua squadra ha variato spesso modulo (4-3-3, 3-5-2, 4-3-1-2).

«Non mi fossilizzo su un unico sistema di gioco, ma valuto in base ai calciatori che ho a disposizione e alle loro caratteristiche. L’Olbia non ha mai vinto al Porta Elisa? Noi cercheremo di ottenere il massimo risultato e dovremo tradurre le nostre convinzioni in punti. Nelle precedenti partite, sempre contro formazioni toscane (Pisa e Pistoiese), abbiamo reagito bene conquistando punti in rimonta. Un segnale positivo, ma è chiaro che, nel corso di una gara, è sempre meglio farsi rincorrere piuttosto che dover rincorrere».

Una squadra, l’Olbia, a trazione anteriore e formata di numerosi giovani di qualità. Ben sette gli under in campo (Marson, Pinna, Cotali, Bellodi classe 2000, Vallecchia, Muroni, Ceter) con Ragatzu, 27 anni, capitano e più esperto della squadra. I dubbi di mister Carboni riguardano il centrocampo formato da giocatori in grado di inserirsi nella manovra e andare a rete. Tra Muroni (1996), Calamai (1993) e Pennington (1998) uno è di troppo e dovrà accomodarsi in panchina assieme all’esperto Pisano, 32 anni, reduce da un infortunio. Unico assente l’attaccante Senesi classe 1997. —

Luca Tronchetti



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