Il Tirreno

Lucca

IL MOMENTO DIFFICILE DEI ROSSONERI 

Lucchese, per ora niente ritiro Favarin pranzerà con i giocatori

Nicola Nucci
Lucchese, per ora niente ritiro Favarin pranzerà con i giocatori

Il mister pure a Venezia e Andria aveva sbroccato ottenendo poi due promozioni Troppi 6 gol subiti in 3 partite per una formazione che deve lottare per salvarsi

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LUCCA. Niente ritiro, come era stato ventilato dal tecnico rossonero dopo lo sfogo nella sala stampa dello “Speroni” di Busto Arsizio in seguito al 2-2 con doppia rimonta della Pro Patria. Ma una settimana in cui a pranzo e a cena lo staff tecnico e i calciatori si metteranno seduti attorno allo stesso tavolo. Un confronto quotidiano per capire cosa non va e ritrovarsi in vista della sfida casalinga con l’Olbia.

D’altronde mister Favarin non è nuovo a queste uscite sopra le righe per stimolare la squadra e risvegliarne l’orgoglio impedendo che, dopo i tanti complimenti ricevuti ad inizio stagione dagli addetti ai lavori, i calciatori si cullino sugli allori sostituendo il fioretto alla spada, necessaria se la Lucchese vuol salvarsi in anticipo. Anche alla guida di Venezia e Andria, con stagioni poi concluse con la promozione in Lega Pro, «Giancarlo furioso» aveva «sbroccato» lanciando strali nei confronti dei suoi calciatori. In Laguna e in Puglia il richiame forte funzionò alla perfezione. E siamo sicuro che, visto che nella Lucchese militano ragazzi seri e intelligenti, le cose torneranno nella giusta dimensione. Il richiamo infatti deve essere letto come l’invito ai calciatori a non buttar via punti pesanti specie contro squadre - come Pro Patria e in precedenza Gozzano - dirette concorrenti nella lotta alla salvezza.

Occorre riflettere sul perché la Lucchese segna quasi sempre, ma che di contro subisce troppo: 6 gol nelle ultime tre gare (15 in 12 gare). Una squadra propositiva e forse troppo sbarazzina per una navigazione verso la salvezza che richiede soprattutto di giocare più di spada che di fioretto. Preoccupano i cali di concentrazione e qualche rischio in fase difensiva, anche per l’assenza a centrocampo di un incontrista puro: Mauri in mediana è il classico regista che gestisce più che contrastare e recupeare i palloni e nella gara di Busto Arsizio lo ha fatto in maniera superficiale. Anche Greselin e Provenzano sono sembrati sottotono. Alla Lucchese serve più “garra”, la grinta di cui una squadra che punta alla salvezza non può fare a meno. Certo, c’è una squadra che se l’è giocata contro tutti e che sul campo avrebbe 17 punti, imbattuta in trasferta e capace di mettere in fila otto risultati positivi. Ma non basta più. La classifica reale (anche se con una gara da recuperare) dice che i rossoneri sono ultimi con 6 punti e 5 lunghezze dalla quart’ultima posizione (a quota 11 punti). Per salvarsi serve da un cambio di mentalità e una maggiore solidità. Per rinforzare la squadra servono due tasselli di esperienza (a questo punto a gennaio alla riapertura delle liste), uno in difesa e l’altro a metà campo. Un elemento per capirci alla Bruccini. Fermo restando che la Lucchese dovrà fare punti soprattutto contro le squadre di bassa classifica che hanno lo stesso obiettivo. A partire dalla gara con l'Olbia al Porta Elisa che diventa un crocevia fondamentale. —

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