Sicurezza
Lucchese, per ora niente ritiro Favarin pranzerà con i giocatori
Il mister pure a Venezia e Andria aveva sbroccato ottenendo poi due promozioni Troppi 6 gol subiti in 3 partite per una formazione che deve lottare per salvarsi
LUCCA. Niente ritiro, come era stato ventilato dal tecnico rossonero dopo lo sfogo nella sala stampa dello “Speroni” di Busto Arsizio in seguito al 2-2 con doppia rimonta della Pro Patria. Ma una settimana in cui a pranzo e a cena lo staff tecnico e i calciatori si metteranno seduti attorno allo stesso tavolo. Un confronto quotidiano per capire cosa non va e ritrovarsi in vista della sfida casalinga con l’Olbia.
D’altronde mister Favarin non è nuovo a queste uscite sopra le righe per stimolare la squadra e risvegliarne l’orgoglio impedendo che, dopo i tanti complimenti ricevuti ad inizio stagione dagli addetti ai lavori, i calciatori si cullino sugli allori sostituendo il fioretto alla spada, necessaria se la Lucchese vuol salvarsi in anticipo. Anche alla guida di Venezia e Andria, con stagioni poi concluse con la promozione in Lega Pro, «Giancarlo furioso» aveva «sbroccato» lanciando strali nei confronti dei suoi calciatori. In Laguna e in Puglia il richiame forte funzionò alla perfezione. E siamo sicuro che, visto che nella Lucchese militano ragazzi seri e intelligenti, le cose torneranno nella giusta dimensione. Il richiamo infatti deve essere letto come l’invito ai calciatori a non buttar via punti pesanti specie contro squadre - come Pro Patria e in precedenza Gozzano - dirette concorrenti nella lotta alla salvezza.
Occorre riflettere sul perché la Lucchese segna quasi sempre, ma che di contro subisce troppo: 6 gol nelle ultime tre gare (15 in 12 gare). Una squadra propositiva e forse troppo sbarazzina per una navigazione verso la salvezza che richiede soprattutto di giocare più di spada che di fioretto. Preoccupano i cali di concentrazione e qualche rischio in fase difensiva, anche per l’assenza a centrocampo di un incontrista puro: Mauri in mediana è il classico regista che gestisce più che contrastare e recupeare i palloni e nella gara di Busto Arsizio lo ha fatto in maniera superficiale. Anche Greselin e Provenzano sono sembrati sottotono. Alla Lucchese serve più “garra”, la grinta di cui una squadra che punta alla salvezza non può fare a meno. Certo, c’è una squadra che se l’è giocata contro tutti e che sul campo avrebbe 17 punti, imbattuta in trasferta e capace di mettere in fila otto risultati positivi. Ma non basta più. La classifica reale (anche se con una gara da recuperare) dice che i rossoneri sono ultimi con 6 punti e 5 lunghezze dalla quart’ultima posizione (a quota 11 punti). Per salvarsi serve da un cambio di mentalità e una maggiore solidità. Per rinforzare la squadra servono due tasselli di esperienza (a questo punto a gennaio alla riapertura delle liste), uno in difesa e l’altro a metà campo. Un elemento per capirci alla Bruccini. Fermo restando che la Lucchese dovrà fare punti soprattutto contro le squadre di bassa classifica che hanno lo stesso obiettivo. A partire dalla gara con l'Olbia al Porta Elisa che diventa un crocevia fondamentale. —
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