Toscana
L’ira di Favarin verso la squadra: Troppo leziosi, è l’ora del bastone
BUSTO ARSIZIO. Una furia. È scatenato Giancarlo Favarin che tornava a Busto dopo 18 anni quando guidava il Castelnuovo e ottenne il medesimo risultato (pareggio) e il medesimo punteggio (2-2). Ma se...
BUSTO ARSIZIO. Una furia. È scatenato Giancarlo Favarin che tornava a Busto dopo 18 anni quando guidava il Castelnuovo e ottenne il medesimo risultato (pareggio) e il medesimo punteggio (2-2). Ma se all'epoca la sua squadra aveva rimontato per 2 volte lo svantaggio, stavolta subisce la doppia rimonta. E il mister sbotta e va giù duro. Senza pietà, lamentando l'atteggiamento privo di attributi della sua Lucchese: «Finora ho sempre difeso la squadra anche quando abbiamo perso i derby con Pisa e Siena. Adesso basta. Con questo atteggiamento non ci salviamo. I ragazzi dovrebbero mangiare l'erba come hanno fatto i giocatori della Pro Patria, una squadra che come noi lotta per la salvezza. Queste partite si devono vincere altrimenti non si va da nessuna parte. Serve un giro di vite perché i signorini forse si dimenticano che siamo ultimi in classifica. E non me ne frega nulla se potranno ridarci dei punti. Quando li riavremo faremo altre valutazioni. Adesso mi sento solo di criticare la squadra. Sinora ho usato la carota, da martedì userò il bastone. Ho visto della supponenza che non sono più disposto a tollerare. Colpi di tacco, leziosismi vari non devono appartenerci. Dobbiamo sgonfiare il pallone dal furore agonistico che dobbiamo mettere in ogni giocata. Siamo bellini, ma poco concreti. Abbiamo regalato due gol per dabbenaggine nostra e non ce lo possiamo permettere. Non siamo il Siena, la Pro Vercelli o il Novara che per caratteristiche e classifica possono giocare di fioretto. Noi dobbiamo giocare con il coltello tra i denti e se serve con l'ascia. Non si provano giocate difficili che rischiano di rappresentare un boomerang. A chi mi riferisco? Per esempio a Mauri. Guardate come sono venuti i loro gol e capirete. Se commette certe leggerezze può starsene sul sofà di casa. E non solo lui. Anzi, sapete che vi dico? Se mi girano da martedì porto la squadra in ritiro a tempo indeterminato. Lo devo alla società e a questi tifosi che ci seguono ovunque e che hanno diritto ad avere qualche soddisfazione». Favarin si alza e se ne va. Non fa in tempo a salutare la presidentessa supertifosa della Pro Patria, Patrizia Testa. L'immobiliarista bustocca nelle partite al Carlo Speroni si siede nel gabbiotto degli accrediti e controlla personalmente i biglietti. Se questo non è amore. —
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