Il Tirreno

Lucca

L’AllENATORE AVVERSARIO  

Javorcic, allievo di Giampaolo «Temo la qualità degli ospiti, ma non cambio il modulo»

Luca Tronchetti
Javorcic, allievo di Giampaolo «Temo la qualità degli ospiti, ma non cambio il modulo»

Il tecnico croato privo di 4 titolari va avanti con il 3-5-2 e si affida alla verve di Gucci sempre in gol contro le formazioni toscane «Unico obiettivo: la salvezza»

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Due stagioni per dimostrare che il suo futuro è in panchina. Ivan Javorcic, 39 anni, nove anni fa fu costretto ad attaccare le scarpette al chiodo per problemi cronici alla cartilagine di un ginocchio martoriato dagli interventi chirurgici e costretto ad un trapianto di menisco esterno che lo tenne lontano dai campi di calcio per 29 mesi. Il centrocampista serbo, talento delle giovanili del suo Paese, oggi è l’artefice della rinascita della gloriosa Aurora Pro Patria. Stimato dalla proprietà, amato dai giocatori e apprezzato dalla piazza dal palato fine per i trascorsi in serie A ai tempi in cui nella massima categoria c’era pure la Lucchese. Lui deve molto del suo successo a quello che considera il suo grande maestro: Marco Giampaolo, tecnico della Sampdoria: «L’ho avuto per un breve periodo a Treviso e l’ho ritrovato a Brescia quando ho smesso con il calcio giocato iniziando a guidare la Primavera delle rondinelle . È una persona vera e preparatissima: un allenatore che capisce di calcio come pochi. Meriterebbe di guidare una grandissima squadra, ma non è un tipo da copertina. Lui pensa ad allenare e non alle pubbliche relazioni. Ci sentiamo ancora e non mi vergogno a dire che lo sento ancora per chidergli consigli tattici».

Contro la Lucchese a Javorcic (squalificato e che verrà sostituito in panchina dall’ex attaccante Massimo Sala già tecnico di Folgore Caratese e Pro Lissone) più che dei consigli servirà un po’ di fortuna visto che non potrà disporre di almeno quattro titolari: il lungodegente albanese Pllumbaj e il terzo formato da Molnar, Gazo e Disabato. Gli ultimi tre sono ko per un’intossicazione alimentare: tonno avariato. Giovedì avevano cenato in un ristorante di Varese e adesso sono curati con il cortisone e rischiano di saltare anche la sfida con l’Arezzo la prossima settimana. «Non cambierò modulo - annuncia Javorcic - vado avanti con convinzione con il 3-5-2 con i centrali Battistini, Zaro e Lombardoni, tre elementi che non hanno giocato contro la Robur Siena. Se sono contento dei 14 punti? Forse, con maggiore accortezza, avremmo potuto averne un paio in più. Ma non mi lamento. La nostra è una squadra formata da giovani ed esperti. Un giusto mix che deve ancora conoscere a fondo la categoria. È normale quindi pagare dazio ogni volta che commettiamo un errore. Il mio compito è quello di far crescere la squadra e migliorare il rendimento dei singoli. Pretendo maggior attenzione sulle palle inattive perché sempre più spesso dalle punizioni e dai corner si rompono gli equilibri in campo». Teme e non poco la Lucchese: «Io la penalizzazione non la guardo. Io vedo che sul campo hanno ottenuto due punti più di noi. Sono decisamente un’ottima squadra con elementi di qualità capaci di fare la differenza. E poi sono reduci da due ko interni immeritati. Ho visto in tv le partite con Pisa e Siena, che sono due corazzate, e in entrambe le circostanze non solo i rossoneri avrebbero il pari, ma con la Robur senza quel rigore fallito avrebbero vinto. Una squadra ben guidata e che sa cosa fare in campo. Per noi, che siamo reduci dall’impegno infrasettimanale con il Siena, sarà una domenica complicata. Mi affido ai miei ragazzi. Soprattutto a Gucci, il nostro bomber (5 reti) che contro le squadre toscane ha sempre segnato». —

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