Toscana
Basket in carrozzina a scuola per imparare fatica e sacrificio
I ragazzi della media Nottolini di Lammari sfidano i diversabili in sedia a rotelle All’iniziativa anche l’atleta non vedente Stefano Gori protagonista di tante vittorie
LAMMARI. Mostrare la disabilità e farla provare materialmente anche a chi ha avuto la fortuna di essere nato sano o non aver riportato gravi lesioni in seguito a traumi legati ad incidenti di varia natura. In una parola: avvicinare i giovani studenti alla diversità. Questo il progetto portato avanti dalla scuola media Nottolini di Lammari dove, ieri mattina, è stata organizzata una manifestazione ludico-sportivo che ha visto la partecipazione dei ragazzi di terza media, dei loro insegnanti e di tutto il personale della scuola che ha partecipato attivamente all’evento. Protagonista una squadra di basket in carrozzina arrivata appositamente da Domodossola per dar vita ad una serie di partite in cui professori e ragazzi normo dotati si sono alternati giocando seduti sulla sedia a rotelle contro la formazione piemontese. Un evento che ha visto in prima linea il sindaco di Capannori, Luca Menesini, che ha ringraziato i docenti della media Nottolini e in modo particolare il professor Luigi Unti, insegnante di educazione fisica, tra i promotori di questa iniziativa.
E lo stesso primo cittadino si è cimentato in una partita contro la formazione di Domodossola assieme all’assessore allo Sport, Serena Frediani, giocando la classica palla a due di inizio gara. Gli studenti di terza media inizialmente hanno assistito ad una sfida mista tra i componenti del basket in carrozzina del Domodossola (nel Vinavil militano anche atleti toscani come Tommaso Tempestini e Andrea Tommei). Poi si sono cimentati in una partita utilizzando la carrozzina in uso ai loro amici disabili. Il modo più diretto per rendersi conto delle difficoltà del vivere quotidiano, oltre che nel fare sport, di chi è costretto su una sedia a rotelle. Significativa anche la presenza di Stefano Gori, atleta non vedente, protagonista in moltissime discipline sportive, testimonianza vivente di come la disabilità sia invece diventata un valore aggiunto. Gori si è esibito nella corsa a chiamata coinvolgendo degli studenti che, bendati, dovevano correre in modo dritto verso il punto da dove proveniva la voce del coach. Soddisfatto il professor Unti: «È stata una mattinata bellissima e densa di significati. Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato: dal nostro preside, al vice, al corpo insegnante. Un progetto che vuol sensibilizzare il mondo scolastico verso la disabilità». —
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