Sicurezza
«Siamo la palestra per gli arbitri»
L’amministratore unico Carlo Bini deluso e amareggiato per un’altra designazione penalizzante
LUCCA
Il suo vocione riecheggia in tribuna coperta. Carlone Bini, da ex arbitro, individua come bersagli preferiti le giacchette nere i loro collaboratori. Alla fine del primo tempo se ne esce con un esilarante «Arbitro, fatti le analisi!» e altri slogan vengono rivolti ai suoi assistenti «Guardialinee, sei peggio te che l’arbitro». Ma a fine partita dopo quanto è accaduto in campo e dopo che si è materializzata la seconda sconfitta consecutiva interna, l’amministratore unico appare amareggiato, deluso e visibilmente preoccupato: «Comincio a sospettare che il Porta Elisa sia diventata una palestra per gli arbitri, specie per quelli meno preparati che hanno bisogno di imparare e che quindi possono commettere errori senza che nessuno dica nulla. Mi deve spiegare il signor arbitro perché non ha concesso il rigore su un fallo da tergo ai danni di Isufaj che ha visto tutto lo stadio. E perché non ha applicato il regolamento cacciando Cianci dopo che la punta, già ammonita in precedenza, aveva fornito l’assist-gol a Cristiani. Se annulli la marcatura perché ha visto l’irregolarità devi applicare il regolamento e sventolare il giallo in faccia al giocatore senese che sarebbe stato automaticamente espulso. E mi devono spigare - sia la giacchetta nera che i loro collaboratori - perché si caccia il nostro tecnico che resta nella sua area e non tutte le persone, ed erano tante, tra giocatori e dirigenti del Siena che hanno invaso la nostra area tecnica offendendo mister Favarin. Lui e Mignani sono stati espulsi per dare l’esempio. E gli altri che hanno preso d’assalto la nostra panchina non dovevano essere puniti? Sono deluso dalla Lega: noi siamo una piccola società che non rompe le scatole a nessuno mentre altri club, più blasonati, ottengono ciò che vogliono. Mi domando se convenga comportarci correttamente...». Sulla partita e sul futuro Bini è molto preoccupato: «Abbiamo perso due partite che potevamo vincere. Non dico 6, ma almeno 4 punti ce le meritavamo. Ma avrei accettato anche due pareggi. Perdere due derby così fa male, molto male. Con il Pisa una prodezza di Marconi, con il Siena un rigore fallito dal nostro calciatore più forte. Due sconfitte in casa non ce le possiamo permettere perché il -11 pesa e, al di là del ricorso che ci auguriamo possa toglierci 4- 5 punti di penalizzazione, le altre stanno correndo. Adesso dobbiamo andare a Busto Arsizio e vendere cara la pelle. Se non torniamo a far punti si mette male».
Per il Siena, mister Michele Mignani (contro la Lucchese in 5 partite, 3 vittorie e 2 pari) preferisce, dopo l’espulsione, non presentarsi in sala stampa. Al suo posto il vice, Simone Vergassola, felice per la prima vittoria esterna stagionale, che parte dalla spiegazione dei concitati minuti finali: «Noi ci aspettavamo che restituissero il pallone, loro non l’hanno fatto e ci sta, nessuna regola lo impone. Però ci sta pure che dalla panchina uno chieda alla controparte perché il pallone non viene restituito: è da lì che è nato il parapiglia. Poi l’arbitro ha deciso di espellere entrambi gli allenatori. Certo, sarebbe stato brutto prendere gol da un’azione del genere. Contini il migliore in campo? Anche Guberti, Arrigoni e D’Ambrosio, che rientravano dopo infortuni, hanno giocato bene. —
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