Il Tirreno

Lucca

L’ALLENATORE AVVERSARIO 

L’ex Mignani schiera Arrigoni «Abbiamo raccolto poco ora siamo a caccia di punti»

Luca Tronchetti
L’ex Mignani schiera Arrigoni «Abbiamo raccolto poco ora siamo a caccia di punti»

Dopo Bulevardi, Cesarini e Del Monte out anche il metronomo Gerli  il mister della Robur costretto  a rimescolare le carte e a far partire Arrigoni dal primo minuto

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LUCCA

Incertezza sulla categoria e ringiovanimento della rosa sono i pilastri su cui fondano le radici della crisi del Siena che proprio non decolla. Nelle 8 partite disputate 5 pari, una sola vittoria (quella con il Pisa al Franchi) e due sconfitte (al Piola di Vercelli con il Gozzano e in casa con la Pro Vercelli). Pochi gli 8 punti in altrettante gare per la formazione di Michele Mignani che l’anno scorso perse con il Cosenza lo spareggio per la B. «Quanto è accaduto in estate - spiega Mignani - ha contribuito a creare confusione impedendoci la possibilità di lavorare con la rosa al completo. Un giorno eravamo ripescati tra i cadetti, il giorno dopo eravamo in C. Un tira e molla che ha creato incertezze e determinato ritardi nella chiusura del cerchio e quindi nella scelta del modulo (il tecnico senese alterna il 4-3-1-2 al 3-4-1-2). Senza accampare scuse legate agli infortuni (Del Monte, Cesarini e Bulevardi sono fuori da tempo, D’Ambrosio, il gemello del laterale dell’Inter ha ripreso da poche settimane) credo che il Siena abbia raccolto meno di quanto abbia seminato. Mi riferisco in particolar modo alle due sconfitte. Prendete domenica scorsa con la Pro Vercelli. Abbiamo dominato in lungo e in largo senza quel cinismo necessario sotto porta e nelle uniche azioni di rimessa concesse agli avversari ci hanno fatto due gol. Lungi da me trovare alibi, ma dico soltanto che sul piano del gioco la squadra si sta ritrovando. Ci serve continuità. Azzeccare un filotto di vittorie, agguantare le posizioni di centro classifica e acquisire autostima. Solo così possiamo uscire dal tunnel». Certo è che l’addio di Marotta, passato al Catania, non ha agevolato il compito del mister: «La società ha fatto le sue scelte - taglia corto Mignani - preferendo ringiovanire e puntare su ragazzi interessanti come Gliozzi e Aramu. Perdiamo in esperienza e mestiere, ma acquisiamo in freschezza e dinamismo. Credo che a gioco lungo certe scelte ci premieranno. L’importante sarebbe tornare a vincere, soprattutto in trasferta dove ancora non abbiamo conquistato i 3 punti». Mignani torna al Porta Elisa dopo quella splendida vittoria per 4-1 della passata stagione con la squadra ad un passo dalla promozione diretta al termine di una lunga rincorsa alla lepre Livorno: «Giocammo davvero una grande partita. Ad essere sinceri Lucca mi porta bene. Da allenatore non ho mai perduto in quello stadio e spero di proseguire con questo score. Alla Lucchese sono legato da ricordi stupendi. La città è splendida: ci ho giocato un solo anno (1995-96) in B con Bruno Bolchi in panchina. Fu una stagione bellissima. Prima dell’infortunio che mi fece perdere due mesi eravamo nelle posizioni di testa (i rossoneri si piazzarono al sesto posto) e giocavamo un bel calcio. Io vivevo in centro e stavo da Dio. Per certi versi Lucca ricorda la mia Siena. Città a misura d’uomo con tifosi appassionati e sinceri. Ho saputo di quanto è accaduto in estate, ma la dirigenza è stata brava a resettare e ripartire affidando la squadra a un tecnico serio ed esperto come Favarin, una persona che stimo. Senza il -11 sarebbero nella parte alta della classifica. Ho visto giocare i rossoneri e sono rimasto impressionato. Questa penalizzazione sarà per loro uno stimolo ulteriore. Ai miei l’ho detto a chiare lettere: per battere la Lucchese servirà la partita perfetta». —

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