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Roni, capitano della Nottolini «Il nostro segreto è il lavoro»

Valter Nieri
Roni, capitano della Nottolini «Il nostro segreto è il lavoro»

Dopo il rotondo successo su Modena e il secondo posto in classifica in B1 la banda bianconera ringrazia coach Becheroni e le compagne di squadra

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/Capannori

Il successo rotondo per 3-0 su Emilbronzo 2000 Modena fa alzare l'asticella delle ambizioni alla Bionatura Nottolini che dopo 5 giornate si trova da sola in seconda posizione ad un punto da Angelini Cesena, l'unica squadra ancora a punteggio pieno. Ne è convinta anche il capitano Beatrice Roni. «È dall'inizio della stagione che giochiamo con solidità - risponde la banda bianconera- ma contro Aguero e compagne non credevamo di vincere, al massimo speravamo di conquistare un punticino che ci avrebbe comunque consentito di smuovere la classifica»

Ora come cambia il vostro campionato?

«Possiamo permetterci di giocare con più sicurezza e serenità. Ad iniziare dalla temibile trasferta di sabato al Marpel Arena contro Roana CBF HR Macerata, un'altra fra le grandi favorite per salire in A2. Al momento la precediamo in classifica di due punti. Fino a un mese fa questo per noi era un incontro proibitivo, ma a questo punto ce lo giochiamo e faremo di tutto per mantenere l'imbattibilità».

Qual è il segreto dei vostri successi che continuano anche in B1?

«Ci alleniamo tanto e bene stando attente agli schemi che ci insegna Becheroni. La squadra comunque è cresciuta molto. Sbagliamo di meno e poi nelle prime partite l'inserimento di Ilaria Battellino, entrata a sostituire l'infortunata Ilaria Miccoli, si è rivelato molto positivo. Vorrei complimentarmi anche con la nostra regista Francesca Bresciani, la più giovane del gruppo, il cui ruolo è fondamentale perché può condizionare il rendimento delle schiacciatrici come me. È migliorata sia nelle alzate, sia in precisione e di conseguenza siamo più incisive io, la Puccini e la Renieri. Quando poi Francesca si trova in prima linea fa un'ottima difesa a muro assieme a Mutti e Magnelli».

Da quante stagioni sei a Capannori?

«Questa è la sesta, ma quarta consecutiva. In mezzo due anni di intervallo quando disputai due campionati a Casciavola: uno in B2 retrocedendo e l'altro in C coinciso con la promozione in B2».

Ti sei appena laureata.

«Si,due settimane fa a Pisa in specialistica, progettazione e gestione dei sistemi turistici e sto già avviandomi alle prime esperienze lavorative».

Dall'attuale semiprofessionismo cosa cambierebbe se tu dovessi arrivare alla serie A? «Sarebbe un altro sogno che si realizzerebbe. Poi con Capannori sarebbe ancora più bello. Penso a quel punto che sceglierei il volley, lo sport che pratico da bambina».

Un Palapiaggia sempre più piccolo per le numerose presenze di un pubblico che cresce e si appassiona al volley. A Capannori c'è urgente necessità di un Palasport. La Final Four di Coppa Italia lo scorso anno portò più di mille spettatori al Palatagliate in una finale di B2 di altissimo livello fra la Bionatura e Futura Giovani di Busto Arsizio entrambe promosse in B1. Le lombarde sono prime nel girone A, le bianconere seconde nel C. —

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