Il Tirreno

Lucca

Lucchese-Pisa: tensione tra tifosi e polizia all’ingresso della curva Ovest

Nicola Nucci
Lucchese-Pisa: tensione tra tifosi e polizia all’ingresso della curva Ovest

Contatto con le forze dell’ordine da parte di un centinaio di supporters che voleva entrare nel settore più caldo del tifo con il biglietto di gradinata

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LUCCA. Momenti di alta tensione all’ingresso dei tifosi in curva Ovest. La polemica andata avanti per tutta la settimana e legata al mancato ampliamento della capienza è sfociata poco prima delle 16,20 quando un nutrito gruppo di supporters rossoneri - muniti di biglietto di gradinata - voleva andare in curva.

Premesso che le decisioni sull’aumento della capienza sono di competenza della commissione provinciale dell’ordine e della sicurezza pubblica e non più - come accadeva oltre 20 anni fa - del questore, dalle forze di polizia fanno sapere che soltanto giovedì mattina chi era preposto a tenere i rapporti tra la società e la questura ha fatto presente la richiesta di incrementare il numero di posti in curva Ovest. C’è stato poi un altro problema caratterizzato dall’esposizione di alcuni striscioni non comunicati al Gos e quindi non autorizzati (non contenevano frasi offensive) e alla fine fatti entrare tra il primo e il secondo tempo. Poi un centinaio di supporters muniti di biglietto di gradinata si sono diretti verso la curva. C’è stato un tira e molla durato diversi minuti al termine del quale un discreto numero di tifosi hanno avuto accesso alla parte più calda del tifo. E a quel punto che - stando alle forze di polizia - ci sono stati contatti tra tifosi e carabinieri.

Un gruppo nutrito che era già entrato, sarebbe tornato sui suoi passi dirigendosi verso l’ingresso della curva - tra l’altro i lucchetti di una cancellata sono stati rotti dalla spinta di chi voleva entrare - e venendo a contatto con qualche steward, una decina di carabinieri del Battaglione Mobile guidati da un vice questore. Spintoni, calci e qualche manganellata, ma nessuna carica. Un militare è finito al pronto soccorso per farsi medicare ad una gamba. La Digos, attraverso le telecamere della società, visionerà le immagini e deciderà di conseguenza i provvedimenti del caso da prendere. È stato l’unico episodio di una giornata di festa con una bella cornice di pubblico. Sia all’andata che al ritorno nessuno scontro tra tifoserie. Il servizio d’ordine (oltre 250 tra poliziotti, carabinieri, finanzieri e vigili urbani ha funzionato bene.

DENTRO LO STADIO. 4.434 paganti con circa un migliaio di supporter nerazzurri. I gruppi storici ci sono tutti e si compattano nella zona centrale con striscioni e bandiere. La curva Ovest è piena e dà un bel colpo d’occhio con bandiere al vento e sciarpe. Stavolta però niente coreografia spettacolare, ma un ricordo di Gabriele Sandri, a undici anni dall’11 novembre 2007 quando alla stazione di servizio di Badia al Pino il tifoso laziale fu ucciso da un colpo di pistola. Partita nella partita tra le due curve. Sbandierate anni ’80, sfottò e striscioni esibiti nel settore rossonero per rimarcare la storica rivalità. Un colorito scambio di invettive diventa il leitmotiv a metà primo tempo.

Il gol del Pisa gasa i tifosi nerazzurri che sfoderano il loro repertorio e anche «chi non salta un lucchese è», ma non spegne il sostegno della Ovest verso De Feo e soci. Nella ripresa la Ovest parte in silenzio nei primi dieci minuti quando spunta lo striscione «La mia vita è sempre accanto a te». Poi il termometro torna a salire. «Non molliamo mai» e «Dai Lucchese devi vincere» intonano gli ultras rossoneri che al 75’ inscenano una sciarpata. Alla fine i nerazzurri vanno sotto curva per gli applausi.
 

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