La manifestazione
Obbedio, la settimana più difficile sospeso tra presente e passato
il personaggioLUCCANon parla Antonio Obbedio. E non per “spocchia” (difficile trovare un operatore di mercato più umile di lui) o per un diktat della società. È una sua libera scelta. E non potrebbe...
il personaggio
LUCCA
Non parla Antonio Obbedio. E non per “spocchia” (difficile trovare un operatore di mercato più umile di lui) o per un diktat della società. È una sua libera scelta. E non potrebbe essere altrimenti. Alla vigilia di Lucchese-Pisa lui sceglie il silenzio. Un profilo basso. Perché i ricordi non hanno bandiere e non si cancellano. Intendiamoci, per i duri di comprendonio il diesse da tre stagioni a questa parte - da quando l’allora dg Fabio Bettucci lo scelse per sostituire Giovanni Galli - ha fatto i salti mortali per la Lucchese. È riuscito a cedere, nonostante fossero in scadenza di contratto, Terrani e Forte al Perugia, portando soldi fondamentali per le casse societarie dopo l’addio del patron Bacci, ha piazzato il portiere Nobile alla Pro Vercelli (un affare da 210mila euro) e Bruccini al Cosenza (85mila euro alla Lucchese). E dopo aver messo in guardia dall’avvento del tandem Grassini-Lucchesi, ha rescisso il contratto con la Viterbese (vero che era stato messo in un angolo, ma è altrettanto vero che i suoi emolumenti erano più alti rispetto a quelli attuali) per tornare in una Lucchese che sente decisamente sua. Assieme a Favarin ha costruito in pochi giorni una squadra competitiva. Agli amici più fidati, ma anche in consessi pubblici, in più di una circostanza che il suo sogno sarebbe quello di riportare i rossoneri in B. D’altronde, da calciatore, ha indossato la casacca della Lucchese nella disgraziata stagione 1998-99, quella che ha sancito la retrocessione dai cadetti. Dicevamo del derby. Obbedio non dimentica e non rinnega le due stagioni (2002-2004) vissute a Pisa: l’affetto per la signora Gabriella Gentili, presidentessa in quel frangente, la promozione in B perduta nello spareggio con l’Albinoleffe a causa di scelte sbagliate del tecnico Simonelli, e il buon rapporto con stampa e tifosi. E pazienza se il secondo anno fu messo fuori rosa dal tecnico filosofo campano che, ironia della sorte, venne esonerato due settimane dopo la sua cessione al Giulianova per far posto a Cabrini. Certe emozioni non si cancellano. Per Obbedio il Pisa non sarà mai un nemico, ma un avversario da battere sul campo. Una differenza da tenere a mente: nello sport e nella vita. —
L.T.
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