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«Il derby? Si vince così...» Parla Tony-gol Carruezzo bestia nera dei nerazzurri

N.N.
«Il derby? Si vince così...» Parla Tony-gol Carruezzo bestia nera dei nerazzurri

È il re dei bomber nelle sfide col Pisa al Porta Elisa:  cinque derby e quattro gol,  di cui due pesantissimi  che i tifosi ricordano bene

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LUCCA

Per due volte con i suoi gol ha steso il Pisa e mandato in estasi il popolo rossonero. Eupremio “Tony” Carruezzo è il re del “derby dei derby”, che torna in scena domenica al Porta Elisa. Il primo colpo lo batte il 20 gennaio 2002: su rigore fa esplodere il Porta Elisa. Nella stagione successiva il bis, con i nerazzurri sconfitti per 2-0: la prima rete, dopo venti minuti, è ancora di Tony-gol. L’attaccante pugliese, che da tempo ha scelto di vivere nella “sua” Lucca, è il goleador delle sfide col Pisa nelle partite disputate al Porta Elisa: cinque derby e quattro gol, di cui due pesantissimi e scolpiti nella memoria dei tifosi. Per il Pisa una maledizione, una vera e propria bestia nera.

Così racconta i suoi trascorsi. «Il gol del 2002 è ancora vivo nei miei ricordi con la maglia rossonera, che per me è stata una seconda pelle. Un rigore preso con l’esperienza e l’astuzia: Capuano arrivava da dietro in velocità e mi sono messo davanti. Una rete che ha regalato una grande giornata ai tifosi lucchesi. Mi è capitato spesso di fare gol al Pisa e se potessi domenica scenderei in campo anch’io», confessa il secondo bomber rossonero di tutti i tempi dopo Roberto Paci.

Il suo ultimo derby del Foro nel 2006. Una sfida che l’ex capitano e goleador rossonero, che ha sempre rifiutato il passaggio al Pisa («una promessa ai tifosi rossoneri»), attendeva per sfogare la sua vena realizzativa. «Erano derby molto sentiti, forse più di oggi, se ne parlava tutta la settimana e si respirava un’aria elettrizzante in città, che mi dava una grande energia», dice Carruezzo che dopo la parentesi da ds e l’attività di procuratore è tornato a fare l’allenatore, in attesa di una panchina dopo le esperienze di Ponsacco e Arma Argentina. «Il derby col Pisa è sempre una gara che riaccende la passione e la tradizione. Non è una partita come le altre: c'è sempre una pagina diversa e sono contento di avere lasciato il mio nome inciso nella storia di questo derby. Domenica sarò presente al Porta Elisa - rivela Carruezzo - e spero di vederlo pieno come ai vecchi tempi. Abito ancora a Lucca ma sono venuto poche volte perché sono troppo forti i ricordi di uno stadio pieno, di quando la Lucchese lottava per la promozione».

Carruezzo era sempre l’ultimo a entrare in campo. «Non per manie di protagonismo ma perché curavo molto il prepartita e nei derby col Pisa questo aspetto era importante, al punto da diventare un rituale. Come si vince la madre di tutte le partite? Non c’è una ricetta. È una gara che si prepara da sé. Ricordo che la squadra si ammutoliva durante la settimana per mantenere alta la concentrazione e anch’io sentivo il peso di questa sfida e non vedevo l’ora di giocarla. La Lucchese è in grande condizione fisica e mentale, il Pisa è in difficoltà dopo due passi falsi contro Entella e Siena e cercherà di evitare la terza sconfitta che vorrebbe dire ridimensionare le sue ambizioni. Ho visto che i rossoneri sono partiti col piede giusto, con una mentalità che lascia ben sperare, anche se la penalizzazione rappresenta una zavorra. Ma sono convinto che con questa determinazione la salvezza sarà raggiunta senza problemi. E poi si vedrà. La tifoseria rossonera merita di avere ben altre soddisfazioni». —

N.N.

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