«Quella proprietà è stata capace di emettere assegni scoperti»
IL CASOLUCCAFabrizio Lucchesi che parla ad un sito web e che sostiene una verità diversa da quella sancita dal tribunale nazionale federale - che punisce con l’inibizione a 13 mesi l’allora...
IL CASO
LUCCA
Fabrizio Lucchesi che parla ad un sito web e che sostiene una verità diversa da quella sancita dal tribunale nazionale federale - che punisce con l’inibizione a 13 mesi l’allora amministratore delegato Ferruzzi a 13 mesi e non l’attuale amministratore unico Carlo Bini (vorrà dire qualcosa o bisogna aver gli occhi foderati di prosciutto?) - provoca l’inevitabile reazione della società rossonera. È proprio Carlo Bini che ricorda a chi ha la memoria corta come sono andati i fatti: «Breve riepilogo: a fronte di un contratto depositato a Siena nello studio del notaio Mandarini, Grassini e company prendono la Lucchese a costo zero e si accollano gli stipendi di marzo e aprile, gli F24, la ricapitalizzazione, l’iscrizione al campionato il 30 giugno e la nuova fideiussione visto che Moriconi aveva rilasciato una fideiussione da 300 mila euro. Rammento che se noi non facciamo la ricapitalizzazione entro il 16 luglio la Lucchese è fuori da ogni campionato e la tassa d’iscrizione pagata non sarebbe servita a nulla. Dopo il contratto fatto da Grassini e Lucchesi dal notaio Biserni, alla presenza del sindaco revisore e del socio di minoranza Micheloni, quei signori si impegnarono nella ricapitalizzazione che in realtà non fecero. Come non fecero niente di tutto quanto avevano dichiarato. Ricordo che Ferruzzi ha firmato un contratto da 10mila euro netti al mese al signor Lucchesi per 12 mesi (più gli F-24, logicamente). E che Lucchesi ha riscosso 15mila euro più i contributi per il mese di giugno e sino alle sue dimissioni a metà luglio. In un mese e mezzo questi signori hanno depositato i contratti degli allenatori Leonardo Menichini e Massimiliano D’Urso per un totale complessivo di 170mila euro. Le loro posizioni sono ancora da definire perché abbiamo fatto opposizione . Per finire Grassini e C. hanno azzerato i conti in Lega in cui erano depositate alcune decine di migliaia di euro. Per non parlare che, durante la gestione Grassini, vari locali non sono stati saldati e sono stati emessi a pagamento di almeno tre dipendenti e di fornitori assegni non coperti poi tornati alla gestione Moriconi e che noi abbiamo dovuto pagare». —
L.T.
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