Il Tirreno

Lucca

L’ALBUMI DEI RICORDI  

Il punto più alto resta la serie B con dieci ragazze tutte di Porcari

«Tra le soddisfazioni più grandi è vedere Ilaria Menchetti che ha iniziato con me dalle Suore arrivare in A2 con Nico Basket» Il ricordo delle sorelle Giorgi  

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PORCARI

Il ritorno a casa. Nel frattempo però c’è stato il gran ritorno. Nel 2004 infatti Stefano Picchi e Angelo Menchetti le chiedono di rientrare nel Bf Porcari per occuparsi del minibasket. Impossibile dire di no. E da allora è una crescita continua e costante, con centinaia e centinaia di bambini che passano in quella palestra e che ricevono i suoi insegnamenti.

«Per prima cosa – afferma Adele – cerco di trasmettere ai piccoli l’entusiasmo per questo sport. Arrivano e ovviamente non sanno fare niente e vederli dopo qualche anno giocare nelle squadre agonistiche, dall’Under 14 alla Promozione, è un motivo di grande soddisfazione che ripaga dei sacrifici. La squadra che ha giocato il torneo di Promozione la scorsa stagione è proprio l’evoluzione del primo gruppo che ho ripreso quando sono rientrata in società».

Cinquant’anni di passione. Come si fa dopo 50 anni ad avere ancora tanta energia, tanta voglia di fare?

«Sono in palestra ogni pomeriggio dopo aver lavorato al mattino dalle 7 alle 13. Arrivo stanca, ma non appena varco la soglia mi rigenero, mi passa tutto e mi diverto come il primo giorno. Le bambine e i bambini devono divertirsi, chi lo fa ritorna e non smette più».

E le soddisfazioni non sono mancate. «Come quella di vedere Ilaria Menchetti – una bimba che ha iniziato con me e che ha anche fatto l’istruttrice di minibasket fino a un anno fa – arrivare in A2 con la Nico Basket. Ma, tanto per fare altri due nomi, anche le sorelle Sara e Costanza Giorgi sono uscite da questa palestra».

Gioie e amarezze, ricordi belli e altri spiacevoli.

«Il ricordo più bello sicuramente il campionato di serie B con dieci bimbe tutte di Porcari. Ci sentiamo ancora spesso, si creò un clima fantastico fra di noi. L’amarezza l’infortunio al ginocchio, temevo di non poter più giocare e di dover restare lontano dal parquet. Invece ho potuto continuare a fare tutto».

Le suore una scuola di vita. E le suore?«“Si deve tutto a loro, hanno voluto e gestito questa realtà. Personalmente mi hanno insegnato tanto, mi hanno aiutato a crescere, senza di loro non sarebbe esistito il Bf Porcari e soprattutto non sarebbe stata quella società diversa dalle altre che invece è. Anche se oggi ci sono dirigenti che si impegnano molto, che dedicano tanto tempo alla società, le suore restano il fulcro, il perno intorno al quale gira il nostro movimento».

Cosa c’è nel futuro di Adele Fanucchi? “Ancora tanto basket – risponde - . Questo è lo sport più bello del mondo e io mi diverto sempre un sacco, è indifferente se alleno i pulcini o se devo stare con l’under 14 o l’under 16. E poi – lo sapete – forse il prossimo anno sarà l’ultimo di lavoro, potrei andare in pensione e ho tante idee per la testa..». —

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