Gioco
Alessia Berti, di corsa da Lucca in Canada fino ai vertici dell’atletica mondiale
il personaggio LUCCAC’è un po’ di Lucca nei Campionati del Mondo categoria “Senior 35”di Atletica Leggera che si sono tenuti a Malaga questo mese di settembre. Alessia Berti infatti, ha raggiunto la...
il personaggio
LUCCA
C’è un po’ di Lucca nei Campionati del Mondo categoria “Senior 35”di Atletica Leggera che si sono tenuti a Malaga questo mese di settembre. Alessia Berti infatti, ha raggiunto la finale dei 200 metri dopo tre turni di qualificazione chiudendo al settimo posto e ottenendo una medaglia d’argento nella staffetta 4x100. Quanto di buono ottenuto non rappresenta un risultato per la nazionale italiana come potrebbe essere facile pensare, in quanto la 35enne atleta, in virtù della doppia cittadinanza, gareggia per difendere i colori del Canada, nazione natale della madre. Il primo giorno disponibile dopo il rientro dalla Spagna, eccola rilasciare l’intervista a Il Tirreno, a cui racconta la propria passione per lo sport, le gioie e le delusioni umane e sportive in Italia fino al suo Sì al Canada. Il tutto, senza dimenticare le “belle” persone che l’hanno aiutata, anche nei momenti difficili, e le necessità di crearsi un futuro. «Perché nell’atletica – anche se arrivi in nazionale – spesso devi comunque trovarti un lavoro; pochi possono vivere solo di sport».
Quando inizia la passione per l’atletica?
«Quando frequentavo le scuole medie. Mi applicavo in eduzione fisica con grande dedizione cercando di non trascurare le altre materie. Ogni anno prendevo parte con buoni risultati ai Giochi della Gioventù ed inoltre, giocavo a pallavolo con la Nottolini di Lammari. Al professore di educazione fisica Luigi Unti e all’allenatore di volley Maurizio Di Natale devo molto. I due badarono al mio futuro e arrivarono a un felice compromesso: facevo metà allenamenti di atletica e metà di pallavolo. Finite le scuole medie optai definitivamente per l’atletica leggera, attività che svolgo tuttora. Sono tesserata con la società Atletica Firenze Marathon, squadra femminile in serie A».
Serie A e nazionale: qual è l’impegno a questi livelli?
«Di norma, un allenamento al giorno, con periodi in cui si trova la possibilità di un giorno di riposo e altri dove diventa necessario fare anche doppia seduta di allenamento. Mi alleno a Pistoia con il tecnico Ilaria Ceccarelli, ma non mancano occasioni per correre a S. Anna, al Campo Coni. Devo ringraziare la “Virtus Lucca” che mi permette di allenami».
Nel tempo libero, come va la vita extra sportiva?
«Tra allenamenti, gare e lavoro, il tempo libero non è molto. Non mancano valide amicizie, capaci di comprendere anche le mie necessità e il mio stile di vita. Fidanzata? No, è difficile con i miei ritmi».
Dall’Italia al Canada: come e perché?
«Una grande gioia vestire i colori azzurri ma purtroppo ho avuto diversi infortuni e sono uscita dal giro della nazionale. Da qui il Canada. Sono andata a trovare i parenti che vivono là e ho conosciuto alcuni dirigenti di atletica. Abbiamo parlato e così ho mandato loro filmati e curriculum sportivo. È iniziato tutto così. In fondo, ho la doppia cittadinanza, mi sento un po’ anche canadese». —
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