Il Tirreno

Lucca

IL DERBY CON LA PISTOIESE 

Lucchese spuntata e incerottata cerca di smuovere la classifica

Luca Tronchetti Nicola Nucci

Contro gli arancioni Favarin costretto a rinunciare all’infortunato Jovanovic Assenti anche Madrigali, Isufaj, Bernardini e Castagna. De Feo a mezzo servizio

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LUCCA

La Lucchese di Favarin è chiamata ad una prova di cuore, carattere e orgoglio. Perché nella tana della Pistoiese dell’amato ex Fanucchi - senza considerare i vari Indiani, Pagnini oltre al lucchese Terigi - la squadra dovrà gettare il cuore oltre l’ostacolo per iniziare a fare punti in attesa della prima tranche della penalizzazione (-4). Senza Jovanovic (salterà anche il derby con la Carrarese) con De Feo a mezzo servizio dopo una lunga inattività, Strechie non al meglio dopo la botta rimediata con l’Arezzo, Isufaj infortunato, Madrigali fuori forma e gli squalificati Bernardini e Juan Mauri (entrambi out anche con i marmiferi) e Castagna, il tecnico rossonero sarà costretto ad inventarsi un undici competitivo da mandare in campo e cambierà il modulo: dal 4-3-3 al 3-5-2 con De Vito al debutto e l’inedito tandem offensivo composto da Sorrentino e il generoso Bortolussi.



Ma i problemi non sono soltanto quelli che derivano dai risultati sul campo. Spaziano a 360 gradi: dall’imprescindibile esigenza di operare sul mercato visto che senza tre rinforzi (un difensore, Perico?, un esterno, Zanini?, e un mediano alla Bruccini) questa squadra non la salva neanche Carlo Ancelotti; alla necessità di trovare campi alternativi dove allenarsi visto che è capitato pure che prima squadra e Berretti dividessero lo stesso terreno di gioco e che la rosa fosse costretta ad allenarsi nella gabbia visti anche i problemi di rizzollatura del campo e sino all’urgenza di assumere un team manager che possa dare un supporto alla parte logistica e organizzativa delle trasferte e dei ritiri. Per non parlare di un settore giovanile che fa acqua da tutte le parti (i risultati sul campo sono disastrosi) e necessiterebbe di qualche allenatore-educatore più esperto e del settore marketing che, a giudicare dalla cartellonistica presente al Porta Elisa, non pare abbia raccolto grandi cifre dagli sponsor. Serve, in fretta, cambiare rotta. La buona volontà, l’impegno, l’abnegazione, da sole non bastano senza un’organizzazione capillare. Serve qualcuno che aiuti economicamente la Lucchese per cercare quantomeno di salvare la categoria in vista di una riforma strutturale dei campionati dopo lo scempio che si protrae da questa estate. Così non va. Vista da fuori questa Lucchese assomiglia ad un vascello in balia delle onde che va alla deriva. La speranza è che al rientro del sindaco dalla Cina si possa portare avanti un ragionamento legato ai parcheggi esterni al Porta Elisa da affidare in gestione all’As Lucchese Libertas 1905. Se ne era parlato prima dell’estate, ma è rimasto tutto lettera morta.



La Pistoiese è squadra ostica e conserva l’ossatura della passata stagione (Terigi, Regoli, Luperini, Picchi, Rovini, Minardi) con l’aggiunta di elementi di qualità come l’antico bomber Cellini, il figliol prodigo e amato ex Fanucchi che proprio a Pistoia iniziò con la Berretti e che l’anno scorso in maglia rossonera segnò al Melani su rigore una delle reti del 2-2 finale, il cagnaccio Vitiello che Favarin conosce bene per aver allenato a Gavorrano, il nazionale maltese Muscat e giovani interessanti come il colored Latte Lath attaccante scuola Atalanta o i giovani Forte e Llamas scuola Milan. In più ha voglia di riscatto dopo l’inatteso stop esterno allo Speroni di Busto Arsizio contro la neo promossa Pro Patria.Il punto debole degli orange sembra essere la difesa a giudicare dai gol subiti in Lombardia. La Lucchese deve essere abile a colpire al momento giusto. Tirando fuori più la sciabola che il fioretto. Dovrebbe esserci una buona cornice di pubblico e importanti misure di sicurezza dopo quanto si è verificato al termine del derby con l’Arezzo. Da Lucca si muoveranno in buon numero vista la breve distanza e l’orario (16.30) per un derby che dopo il Pisa in questo girone è quello più vissuto. —

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